La fascite necrotizzante è contagiosa? I sintomi e la terapia

La fascite necrotizzante è una forma di infiammazione degli strati profondi della pelle e dei tessuti sottocutanei, che ben presto si espande anche nella componente molle del tessuto connettivo. E' una malattia di natura batterica.

La fascite necrotizzante è un'infiammazione causata da un'infezione di origine batterica, che ha una rapida diffusione e che solitamente coinvolge anche i piani fasciali del tessuto connettivo, provocandone la necrosi. Quando l'infezione raggiunge il tessuto connettivo si diffonde in maniera molto rapida e arrestarla è molto difficile.

La malattia è molto rara e si può presentare in ogni parte del corpo: molte volte è causata da batteri del gruppo A beta-emolitico di streptococchi, ma anche altre specie batteriche e occasionalmente i funghi possono provocare l'infiammazione.

I sintomi della fascite necrotizzante, che può iniziare da tagli sulla pelle, ferite da punta, incisioni chirurgiche o punture di insetti, sono principalmente riferiti a tali ferite, che al posto di guarire presentano arrossamenti, gonfiore e dolore. Nel corso del tempo, poi, i pazienti lamentano febbre, brividi, ulcere cutanee, formazioni di bolle, croste nere, formazione di gas nei tessuti.

Una volta diagnosticata la fascite necrotizzante, tramite colture di sangue e aspirazione di pus dal tessuto infetto, è necessario procedere con la somministrazione di antibiotici, anche in attesa di conoscere gli esiti degli esami, a scopo preventivo non appena si sospetta la malattia. Si può somministrare una combinazione intravenosa di penicillina, vancomicina, clindamicina e altri antibiotici. Quando si sospetta la fascite necrotizzante è necessario un intervento di chirurgia esplorativa. Potrebbero essere necessari anche altri interventi chirurgici ben più pesanti, soprattutto se la malattia si è aggravata e non è stata curata in tempo.

fascite necrotizzante

Foto | da Pinterest di noozz roy

Via | Pazienti

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