Cos'è la flebotomia, come funziona e quando è indicata

Con il termine flebotomia si indica un'incisione chirurgica di una vena per praticare, ad esempio, l'asportazione di un coagulo di sangue, mentre in passato veniva utilizzata per praticare il salasso. Oggi quando si usa?

La flebotomia è la pratica tipica che veniva utilizzata nella medicina non proprio moderna quando si praticava un salasso, mentre oggi il termine arriva ad identificare semplicemente l'incisione di una vena sanguigna, al fine, ad esempio, di rimuovere un coagulo di sangue che si è formato al suo interno e che potrebbe essere pericoloso per la salute del paziente.

Se in passato con il termine flebotomia si indicava il classico salasso o emodiluizione, oggi si riferisce prevalentemente al prelievo di sangue che viene effettuato per eseguire delle normali analisi del sangue o alla tecnica legata alle trasfusioni di sangue. In particolare la flebotmia terapeutica è un prelievo di un'unità di sangue per ridurre la quantità di globuli rossi, nel caso siano presenti patologie e disturbi come emocromatosi, politicemia, porfiria, ma anche in occasione di altre malattie del sangue.

Oggi, solitamente, il salasso non si usa più, ma la flebotomia si utilizza ancora nel trattamento delle malattie sopracitate, anche per l'emocromatosi e l'arteriopatia obliterante periferica. Ovviamente è una pratica che viene utilizzata negli ospedali, attraverso tecniche assolutamente moderne e all'avanguardia. Inoltre, la flebotomia viene praticata per il prelievo di piccole quantità di sangue per eseguire esami del sangue o grandi quantità di sangue da parte di donatori a pazienti che necessitano di una trasfusione.

flebotomia

Foto | da Flickr di madichan

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