Ancora troppe ombre sui rischi del sole e delle lampade abbronzanti

Ieri sera guardavo Malattie imbarazzanti teenager su Real Time: si parlava dei rischi dell'esposizione solare e delle lampade: dalle semplici scottature a vere e proprie ustioni a tutta una serie di effetti collaterali. Dall'invecchiamento cutaneo precoce a conseguenze ben più gravi come il melanoma, la forma più aggressiva di tumore alla pelle.

Tutti rischi noti, avvalorati da diversi studi che purtroppo lasciano il tempo che trovano se l'informazione non arriva nel modo giusto, nel caso della puntata di ieri potremmo parlare di "sano terrorismo". Gli adolescenti britannici intervistati si esponevano al sole senza alcuna protezione, spalmandosi a volte semplicemente dell'olio per il corpo o degli abbronzanti con fattore protettivo scarso o nullo. Anche i frequentatori assidui dei lettini solari non erano a conoscenza dei rischi o comunque li sottovalutavano. La voglia di liberarsi dal colorito spento e pallido vince su tutto. L'abbronzatura viene associata ad un aspetto sano, attraente...

I dermatologi hanno pensato bene di utilizzare un programma di invecchiamento virtuale del viso, mostrando ad una ragazza preoccupata più del suo aspetto che dei rischi per la salute come sarebbe invecchiata in fretta la sua pelle a causa dell'esposizione eccessiva al sole e delle troppe lampade. Ha funzionato perché all'istante è crollata la convinzione errata che l'abbronzatura sia sana, sempre e ad ogni costo. Forse dovremmo intervenire proprio sui messaggi che associano il colorito bianco alla cattiva salute e l'abbronzatura all'aspetto sano e in forma. Secoli fa la bellezza era associata al colorito pallido, latteo... i canoni cambiano, i rischi restano.

Bisogna proteggersi sempre. E un altro messaggio errato che passa riguarda proprio la protezione solare. Spalmarsi una crema solare su tutto il corpo, per quanto il fattore di protezione sia alto, non ci autorizza a stare al sole come lucertole per tutto il giorno. Bisogna sempre evitare di esporsi tra le 11 e le 15, le ore più a rischio e quando ci si espone è bene proteggere ogni parte del corpo (occhi, pelle, testa) con indumenti di cotone, cappellini, occhiali da sole con il filtro solare adeguato.

Anche all'ombra. Perché altrimenti, spiegano i dermatologi, ci si convince che basta usare la crema solare per proteggersi dai rischi del sole e scongiurare conseguenze a lungo termine come il melanoma. A proposito dei lettini solari, gli esperti hanno ricordato agli adolescenti che basta una seduta al mese per aumentare del 50% il rischio di melanoma, quello con la mortalità più alta. C'è poco da sembrare attraenti poi quando si è belli che morti. Cruda e nuda verità: negli ultimi dieci anni l'incidenza del melanoma è raddoppiata. In Italia:

Nell’ultimo quinquennio, i decessi attribuiti a melanoma cutaneo sono stati 4.000 nei maschi e oltre 3.000 nelle femmine, corrispondenti a tassi medi di mortalità rispettivamente di 5 e 6 su 100.000 abitanti l’anno. Però con punte di incidenza superiori a 10 per 100.000 abitanti in ambedue i sessi a Trieste e superiori al 6-7 per 100.000 a Genova, in Veneto ed in Romagna. Nelle Regioni italiane settentrionali la mortalità per melanoma cutaneo è – per entrambi i sessi - circa il doppio di quella registrata nelle Regioni meridionali.

Per avere un colorito naturalmente sano senza esporre la pelle a rischi possiamo aumentare il consumo di frutta e verdura. Scientificamente provato: regalano un aspetto più attraente grazie ai carotenoidi.

Foto | Flickr

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