I sintomi e la cura del neuroma di Morton: quando è necessaria l'operazione?

Il Neuroma di Morton è una patologia abbastanza diffusa: ecco di cosa si tratta.

Il neuroma di Morton è una patologia che interessa il piede, e nello specifico, lo spazio fra il terzo e il quarto metatarso, anche se a essere colpiti da tale sindrome possono essere anche gli spazi fra il secondo e il terzo, il quarto e quinto e il primo e il secondo metatarso. Detto questo, nonostante il nome tenda a preoccupare il paziente, che pensa comprensibilmente possa trattarsi di processo neoplastico, in realtà il neuroma di Morton non presenta affatto questo tipo di degenerazione. Per questa ragione si cerca di utilizzare più frequentemente denominazioni come sindrome di Morton, metatarsalgia di Morton, neurite interdigitale e così via.

Detto questo, questo genere di problema interessa generalmente ed in maggioranza le donne fra i 20 e i 50 anni, e può essere ricollegato a svariate cause, come ad esempio l’indossare delle calzature inadeguate, alterazioni morfologiche del piede, artrite reumatoide, alluce valgo, microtraumi delle ossa del piede, scompensi a livello posturale, svolgere allenamenti in superfici non adatte e così via.

Sintomi


sindrome di Morton

L'origine di tale disturbo è da ricondurre comunque all'aumento del volume di un nervo sensitivo interdigitale, provocando dunque una crescita di tessuto cicatriziale fibroso attorno al nervo stesso.

I sintomi del neuroma di Morton sono molto chiari, e consistono per l’esattezza in una forte sensazione di dolore che si manifesta accompagnato da bruciore, dalla sensazione di una scossa elettrica e dalla forte necessità di togliere immediatamente la calzatura. Per stabilire se si tratti effettivamente di sindrome di Morton, il medico procederà con un’analisi clinica del paziente. Le analisi strumentali non sono infatti molto affidabili a causa della grande quantità di falsi positivi e falsi negativi, ma esse vengono ugualmente eseguite per escludere altre patologie.

Trattamento


Dopo aver stabilito quale sia la causa del problema, bisognerà procedere con il trattamento terapeutico. Se la diagnosi è precoce (ovvero se avviene entro i primi sei mesi dall'insorgenza dei sintomi) il medico consiglierà un trattamento di tipo conservativo, basato su terapie farmacologiche a base di antinfiammatori, infiltrazioni locali di cortisone, terapie di tipo fisico, mentre se la diagnosi avviene in maniera tardiva, o se il paziente non risponde ai normali trattamenti, il medico potrà consigliargli di sottoporsi ad un intervento chirurgico di neurectomia, ovvero l’asportazione del nervo interessato.

via | Albanesi, Wikipedia
Foto | da Pinterest di morning mist

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