Diabete e malattie cardiovascolari, ci proteggono noci e frutta secca

Le noci continuano a non deludere: ora si è scoperto che oltre a ridurre il colesterolo e a migliorare la memoria aiutano anche a mantenere la linea. Alle soglie della prova costume questa notizia potrebbe già essere di per sé interessante per molti, ma, in realtà, c'è ben altro per cui gioire. Aiutando a mantenere un basso indice di massa corporea (BMI) e un girovita ridotto, alcuni tipi di frutta secca riducono la pressione sanguigna, le concentrazioni di zucchero nel sangue e i livelli di colesterolo “cattivo”. In altre parole, diminuiscono il rischio di diabete e di malattie cardiovascolari.

In uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Nutrition Carol O'Neil, docente della Louisiana State University, è riuscito a dimostrare il legame tra BMI, girovita e consumo di noci, anacardi e pistacchi. Per farlo ha analizzato i dati relativi a più di 13.000 uomini e donne, classificando come “consumatore” chi mangiava ogni giorno almeno 6,25 grammi di questa frutta secca. Il ricercatore ha spiegato che

il peso, il BMI e il girovita medi erano, rispettivamente, 1,9 kg, 0,9 kg/m2 e 2,1 cm inferiori nei consumatori che nei non consumatori.

Queste differenze corrispondono a una probabilità di sviluppare la sindrome metabolica, una complessa situazione in cui il rischio di diabete a quello cardiovascolare sono particolarmente elevati, ridotta del 5%. Tuttavia, gli effetti di un'alimentazione che includa quantità adeguate di noci e similari non sono solo a lungo termine. Già nell'immediato i consumatori soffrono meno spesso di obesità, pressione alta, iperglicemia a digiuno e accumulo di colesterolo “cattivo”.

Sulla base di questi risultati, O'Neil suggerisce che

le noci dovrebbero costituire una parte integrante di una dieta salutare e dovrebbero essere consigliate dai professionisti della salute, soprattutto dai dietologi.

Vale la pena, a questo punto, ricordare quello di cui abbiamo avuto modo di parlare qualche tempo fa: anche se si tratta di alimenti ad alto contenuto calorico, introdurne la giusta quantità nell'alimentazione porta molti più benefici che svantaggi.

Via | The Thelegraph
Foto | Flickr

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