Trapianto di mano bionica, Visigalli restituisce la protesi: nessuna assistenza

L'uomo aveva ricevuto l'innovativa mano a settembre, ma la sua vita non è migliorata. Ecco cos'è successo

mano bionica restituita

Il primo trapianto di mano bionica, effettuato nei mesi scorsi proprio in Italia, sembra essere destinato a passare alla storia come un insuccesso. Walter Visigalli, l'uomo che aveva ricevuto la mano artificiale, l'ha infatti restituita al mittente insieme ai conti ancora da pagare. Il motivo? Il cattivo funzionamento della protesi e, dulcis in fundo, la mancata assistenza da parte di chi avrebbe dovuto controllarne il funzionamento.

La decisione di restituire la mano bionica arriva infatti dopo più tentativi di risolvere i problemi tecnici riscontrati da Visigalli, che si è rivolto alla ditta di Santarcangelo di Romagna (Rimini) per 4 volte in poche settimane, presentandosi di persona senza ricevere chiarimenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'appuntamento dello scorso giovedì. Nonostante fossero stati presi degli accordi, una volta giunto sul posto Visigalli non ha trovato gli ingegneri che avrebbero dovuto aspettarlo per registrare il prototipo, che a quanto pare si trovavano in Francia anziché sul luogo dell'appuntamento.

Mio marito ha chiesto ferie, ha perso tempo e nessuno lo ha aiutato. Si è sentito preso in giro

ha commentato la moglie, che dopo l'ennesimo tentativo andato a vuoto si è presentata all'ospedale San Gerardo di Monza per riconsegnare la protesi e la documentazione che richiede il pagamento da parte del paziente del 50% del suo costo, pari a circa 23 mila euro.

Un'odissea tra trapianti e tecnologia

Quella di Visigalli sembra un'odissea senza fine. Tredici anni fa, in un intervento passato alla storia, era diventato il primo uomo con una mano trapiantata, ma la scorsa estate ha deciso di farsela amputare a causa delle ormai insostenibili crisi di rigetto.

I problemi, anche se di natura diversa, sono proseguiti anche dopo aver ricevuto la mano bionica.

Sin dall’inizio ci sono state difficoltà

ha raccontato la moglie

Il collegamento dell’arto al braccio creava graffi e ematomi difficili da far guarire. Poi la presa non era ben controllabile, al punto che gli cadevano gli oggetti e ha quasi rischiato di stritolare la mano di mia figlia mentre gliela stringeva in un gesto d’affetto. Poi la sensibilità non era adeguata e andare in bicicletta o in auto diventava difficile per via delle vibrazioni.

Probabilmente con tanta pazienza i problemi si sarebbero risolti, ma l'uomo e la sua famiglia l'hanno persa tutta negli inutili viaggi tra la provincia di Lodi, dove risiede, e quella di Rimini.

Via | Corriere.it
Foto | da Flickr di ell brown

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