Sigarette elettroniche, dagli Stati Uniti nuovi dubbi sulla sicurezza

Ancora dubbi sulla sicurezza delle e-cig. Fra i dati più allarmanti quello secondo cui il 12% dei ragazzi che non ha mai fumato ha deciso di iniziare a svapare

e-cig salute

A quanto pare i dubbi sulla sicurezza delle sigarette elettroniche non sono un vezzo tipicamente italiano. Ad occuparsi dei rischi per la salute associati al loro utilizzo sono anche i ricercatori stranieri, ultimi in ordine di tempo gli esperti della New York University, secondo cui il problema risiederebbe nelle inalazioni più profonde e più frequenti effettuate dagli utilizzatori di e-cig rispetto ai fumatori delle classiche “bionde”.

Così come alcuni esperti italiani, anche la Food and Drug Administration statunitense e l’American Lung Association sono preoccupate per le sostanze chimiche sconosciute presenti nei liquidi contenuti nelle ricariche delle sigarette elettroniche.

Le e-cig

spiegano dall’ateneo statunitense

sono state commercializzate come un’alternativa sicura al fumo di tabacco e la maggior parte è abbastanza simile nell’aspetto da essere confuse con normali sigarette, perciò non è sorprendente che la loro popolarità stia crescendo in tutto il mondo. Al momento, però, ci sono state poche ricerche sull’impatto delle e-cig sulla salute pubblica.

Per questo Deepak Saxena e Xin Li, esperti del College of Dentistry della New York University, hanno deciso di analizzare più nel dettaglio il loro effetto. Per farlo si sono concentrato sulla cavità orale, la prima parte dell’organismo ad entrare in contatto con le sostanze presenti nelle sigarette elettroniche. Le analisi hanno previsto lo studio di campioni di saliva e di mucosa orale negli utilizzatori di e-cig per confrontare le quantità di batteri presenti e i cambiamenti del Dna rispetto ai fumatori di sigarette convenzionali.

Data la frequenza delle svapate, la profondità dell’inalazione e la durata della vaporizzazione gli utilizzatori di e-cig potrebbero in realtà assorbire concentrazioni maggiori di nicotina e di altre tossine rispetto ai fumatori di tabacco tradizionale

avverte Li.

In realtà non tutti i liquidi per e-cig contengono nicotina. I ricercatori statunitensi mettono però l’accento anche su un altro aspetto interessante.

Una recente indagine condotta fra gli studenti di otto college negli Stati Uniti ha rilevato che il 12 percento degli utilizzatori di e-cig non avevano mai fumato una sigaretta convenzionale

spiega Saxena.

I provvedimenti del Ministero della Salute riguardo l’utilizzo delle sigarette elettroniche nelle scuole sembrano quindi basate su timori giustificati. L’idea, insomma, che anche chi non ha mai fumato possa esporre la propria salute ad eventuali rischi iniziando a svapare non è così assurda come potrebbe sembrare al primo impatto.

Via | New York University

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail