New York, il sindaco mette al bando le bibite zuccherate extra large

sindaco new york proibisce bibite zuccherate extra large

Le taglie extra large sono uno dei marchi di fabbrica degli Stati Uniti non solo per quanto riguarda l'abbigliamento, ma anche per il cibo e le bevande. A New York un muffin può essere grande quasi quanto una delle torte “da single” vendute nelle pasticcerie italiane e in alcune famose catene è impossibile trovare un caffè di dimensioni, ai nostri occhi, normali. Questi eccessi alimentari hanno contribuito al dilagare dell'obesità oltreoceano a tal punto da spingere le autorità a prendere provvedimenti.

Il primo a farlo è stato Michael Bloomberg, sindaco di New York, che ha proposto il divieto di vendere bicchieroni di bevande zuccherate grandi più di 16 once (il corrispondente dei nostri 0,476 litri) nei ristoranti, nei cinema, nei teatri e negli stadi della Grande Mela. Se il Board of Health approverà la mozione di Bloomberg dal marzo del 2013 chi contravverrà a questa norma sarà multato con un'ammenda di 200 euro.

Non si tratta della prima iniziativa anti-obesità presa dalle autorità di New York. E' da tre anni che nelle metropolitane della città campeggiano pubblicità contro il consumo delle bibite zuccherate e nel 2008 le catene di ristorazione sono state invitate a specificare nei menu le calorie contenute nei cibi serviti. Non solo, nel 2006 e nel 2007 sono state messi al bando sia dai piatti dei ristoranti, sia dai cibi pronti i grassi dannosi per le arterie. Ancora prima, Bloomberg ha eliminato le bibite dai distributori automatici collocati nelle scuole.

Nonostante tutti questi provvedimenti, la popolazione di New York è sempre più grassa. Eppure Kirsten Witt Webb, portavoce di Coca-Cola Co., ha criticato la proposta dicendo che

La gente di New York City è molto più intelligente di quanto creda il New York City Health Department. Può fare le sue scelte personali sulle bevande da acquistare.

Gli abitanti della città sembrano allinearsi a questo commento: i sondaggi rivelano che la maggior parte della popolazione è contraria al provvedimento e secondo una pubblicità apparsa sul New York Times “i newyorchesi hanno bisogno di un sindaco, non di una tata”. Anche il Center for Consumer Freedom, lobby nata per difendere gli interessi delle industrie del fast food, della carne, dell’alcol e del tabacco, ha espresso la sua disapprovazione.

Difficile, però, negare che l'abuso delle bibite zuccherate faccia male alla salute. Anche noi abbiamo avuto modo di parlarne spesso nell'ultimo periodo: dai rischi per il cuore a quelli per il cervello, i motivi per non esagerare non mancano e la speranza dell'amministrazione di New York è che l'iniziativa possa prendere piede anche in altre città degli Stati Uniti.

Howard Wolfson, consigliere della Grande Mela, ha commentato:

Le persone arriveranno a pensarci nell'interesse della salute pubblica. Questa iniziativa farà partire un movimento nazionale, una tendenza nazionale. Credo che si rivelerà molto popolare.

Nel caso in cui la proposta di Bloomberg dovesse essere approvata i newyorchesi non dovranno dire addio per sempre ai soft-drink. I supermercati potranno continuare a venderli anche in grande formato e le “taglie” più piccole saranno ancora disponibili anche negli altri punti vendita. In ogni caso, il provvedimento non riguarderà le bibite che contengono meno di 25 calorie in 250 ml, le acque vitaminizzate e le bibite a zero calorie o “diet”.

Via | bloomberg
Foto | Flickr

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