Allenare la mente per aumentare la resistenza fisica

esercizio cervello

Vi siete mai chiesti perché a volte le persone più avanti con gli anni e con un fisico non proprio da Iron Man, riescano a portare a termine imprese massacranti? Di sicuro se l'è chiesto Pietro Trabucchi, docente all'Università di Verona, psicologo e sportivo. Trabucchi ha seguito la squadra azzurra di sci di fondo fino alle Olimpiadi di Torino 2006. Tra le sue imprese figura la scalata dell'Everest.

Nei giorni scorsi, nell'ambito del Rimini Wellness, Pietro Trabucchi ha esposto il concetto di resilienza, spiegando come la mente sia in grado di sostenere, con la sola motivazione, sforzi fisici immani altrimenti insostenibili con le sole risorse fisiche.

Trabucchi, autore non a caso di Perseverare è umano, sostiene che la resilienza, ovvero la nostra capacità di resistere alle avversità, sia la chiave per superare se stessi e vincere ogni sfida, atletica e non.

Lo psicologo ha condotto alcuni test sui partecipanti al Tor de Géants, una gara di podismo estremo, tra le più massacranti al mondo, che si svolge in Valle d'Aosta. I partecipanti dovevano percorrere ben 330 chilometri complessivi, con un dislivello enorme e senza poter dormire per tre giorni.

La fatica, più che far calare la prestazione muscolare, diminuisce quella cerebrale. Il cervello si sfianca e non recluta più energia. Ecco perché, spiega Trabucchi, dobbiamo allenare a sostenere gli sforzi sia il corpo che la mente:

Una gara come il Tor de Géants ha cambiato la percezione delle capacità umane: gli esseri umani hanno risorse enormi alle quali normalmente non attingono. Oggi si insiste molto sul concetto di talento, ma senza impegno il talento serve a poco. Lo studioso svedese Anders Ericsson ha teorizzato che, per raggiungere il massimo livello in qualsiasi campo, servano almeno 10 mila ore di esercizio.

Esercizio fisico, ma anche e soprattutto cerebrale, perché è la mente che fa l'atleta...

Foto | Priog.org

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