Dal fast food allo slow food, la pausa pranzo ideale per aumentare la produttività degli impiegati

pausa pranzo

Pausa pranzo sempre più veloce: un panino addentato al volo, una mela, un tramezzino divorato davanti al computer. Pensando magari di risparmiare tempo, sottratto al lavoro per pranzare. In realtà, mangiare qualcosa al volo a metà giornata riduce la produttività nel primo pomeriggio e rallenta. A questo punto tanto vale concedersi qualche minuto in più per un pasto equilibrato e lento, per risvegliare il cervello intorpidito dalla stanchezza e dal calo di energie.

Il nutrizionista Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerche dell'Università di Milano, in una recente intervista concessa all'Agi Salute, fornisce alcune preziose indicazioni per la pausa pranzo ideale, facili a dirsi, un po' meno facili ad attuarsi quando andiamo di fretta e siamo ansiosi di tornare al lavoro per portare a termine qualcosa interrotta a metà.

Ad ogni modo, Carruba raccomanda di non pranzare mai davanti al computer, distrattamente, continuando a leggere la posta o i documenti. Anche mangiare in piedi o mentre camminiamo per strada è sconsigliato. Non a caso, ricorda Carruba, il pranzo a mezzogiorno un tempo costituiva il pasto principale della giornata, tanto che operai ed impiegati spesso tornavano a casa per pranzare. Bisogna infatti staccare la spina, rilassarsi, masticare il cibo senza fretta.

E per quanto riguarda i cibi ideali per la pausa pranzo? Niente dolci, pizzette ed altri trash food. Sì alla dieta mediterranea. Un piatto di pasta al sugo, ricco di carboidrati, ci darà l'energia necessaria per affrontare il resto della giornata lavorativa. Ottimi i piatti a base di pesce e per finire la macedonia. Per chi si porta il pranzo da casa, i piatti freddi sono un buon compromesso: una ricca insalata condita con olio extravergine di oliva, arricchita da pezzetti di pollo o da tonno e consumata insieme ad una piccola porzione di pane.

Foto | Flickr

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