Sostituzione sensoriale, suoni riattivano la vista ai ciechi

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Le nuove frontiere aperte dalla ricerca neurologica hanno dell'incredibile. Possono farci ricordare e migliorare la memoria, attivando direttamente l'area cerebrale collegata alla registrazione dei dati, e possono farci vedere anche quando siamo ciechi utilizzando i suoni. Quest'ultimo miracolo è opera dei neuroscienziati della Hebrew University of Jerusalem.

L'esperimento, pubblicato sulla rivista Cerebral Cortex, è davvero straordinario. I ricercatori hanno utilizzato dei dispositivi di sostituzione sensoriale per consentire ai ciechi di vedere e descrivere gli oggetti. Gli SSD sono delle protesi sensoriali, assolutamente non invasive, che forniscono informazioni visive ai non vedenti attraverso gli altri sensi attivi, come l'udito ad esempio.

I ciechi indossano una microcamera collegata ad uno smartphone o ad un tablet e le cuffie. Le immagini sono convertite in suoni, utilizzando un algoritmo, il che consente all'utente di ascoltare e di interpretare le informazioni visive provenienti dalla telecamera.

I ciechi sono in grado di utilizzare gli SSD per identificare oggetti di uso quotidiano anche complessi, per individuare le persone e le loro posture, leggere. Oltre alle opportunità pratiche offerte da questi dispositivi, i neuroscienziati riescono a studiare cosa avviene nel cervello dei ciechi utilizzando la risonanza magnetica funzionale.

Una finestra spalancata sulla corteccia visiva delle persone cieche dalla nascita che consente di capire come elaborano i dati. Durante queste sperimentazioni, i ricercatori hanno scoperto che i suoni riescono ad attivare la corteccia visiva dei ciechi. Una scoperta che ha delle implicazioni importantissime, dal momento che tramite la sostituzione sensoriale, ad esempio impiegando protesi retiniche, si potranno attivare nel cervello dei ciechi le aree visive.

Via | Alpha Galileo
Foto | Image courtesy of Hebrew University of Jerusalem

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