Bambino di 6 anni muore di malaria a Novara, era tornato dall'Africa

Un bambino di soli sei anni sarebbe morto a Novara a causa di un caso di sospetta malaria, una malattia oggi considerata una delle prime cause di morte nel mondo.

Malaria

E’ accaduto lo scorso Venerdì, presso l’ospedale Maggiore di Novara, dove un bambino di soli sei anni sarebbe deceduto a causa di una sospetta malattia che è tutt’oggi considerata una delle prime cause di morte nel mondo, ovvero la malaria. Una malattia che, se diagnosticata e curata in tempo, sarebbe guaribile, ma che risulta essere mortale se i sintomi non vengono identificati tempestivamente e se il paziente non riceve le prime indispensabili cure.

E’ quanto accaduto al piccolo bambino di 6 anni, originario della provincia di Vercelli, il quale, secondo quanto riportato, avrebbe da poco fatto il suo terzo viaggio in Africa, dove si sarebbe recato in Guinea Equatoriale, a trovare la nonna e il nonno, che li vivono ormai da 20 anni per ragioni di lavoro.

Pare non sia ancora del tutto chiaro cosa possa effettivamente essere accaduto al piccolo di Vercelli. Sarà l’autopsia a chiarire meglio la situazione, autopsia che avrebbe dovuto essere svolta oggi, ma che sarà rimandata perché la famiglia avrebbe richiesto la nomina di un perito tecnico di parte. Solo dopo questo esame sarà stabilita la data del funerale per il piccolo.

Secondo le prime ricostruzioni, pare tuttavia che alcuni dei sintomi riscontrati nel bambino una volta rientrato in Italia (il 25 agosto) fossero proprio quelli che caratterizzano la malaria: febbre alta, problemi respiratori e difficoltà a deglutire. Poco dopo il ricovero al Maggiore di Novara, il bambino è deceduto.

Aggiornamento 10/9/2013 Ore 16.50

Ad esprimere il suo parere in merito alla morte del bambino di Vercelli sarebbe stata, nelle scorse ore, la Prof.ssa Susanna Esposito, Direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Clinica De Marchi e Responsabile del Centro per il Bambino Viaggiatore dell’Ospedale Policlinico di Milano, secondo cui bisognerebbe sollevare alcuni dubbi in merito al fatto che il bambino sia stato opportunamente sottoposto alla profilassi: “Ribadisco l’importanza della prevenzione: - fa giustamente notare la dottoressa - può capitare, infatti, che famiglie con bambini si rechino in paesi a rischio per andare a visitare i propri parenti anche per un periodo prolungato e sottovalutino i rischi della malaria o si sottopongano alla profilassi in maniera saltuaria e incostante”.

L’efficacia della profilassi antimalarica sarebbe infatti quasi totale, e qualora dovesse essere ugualmente contratta, si tratterebbe comunque di forme curabili.

“Ricordo, inoltre, che nei 6 mesi successivi al rientro da un viaggio in zone a rischio, se il bambino presenta sintomi quali febbre alta superiore a 38° o brividi persistenti, è opportuno recarsi subito al pronto soccorso”, fa sapere la dottoressa, che ricorda infine che, soprattutto nei bambini, la malaria ha “un’evoluzione rapida con rischi mortali”.

Foto | da Pinterest di Heather Johnson
via | Corriere

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