Metalli pesanti nelle e-cig, salute a rischio?

Nuove analisi svelano la presenza di piombo, arsenico e altri elementi tossici nelle ricariche per le sigarette elettroniche

ricarica e-cig

Pochi giorni fa dal Congresso Annuale della European Society of Cardiology sembravano arrivare buone notizie per i sostenitori delle e-cig. Konstantinos Farsalinos, esperto dell’Onassis Cardiac Surgery Center (Grecia), aveva ribadito quanto già affermato durante lo stesso congresso lo scorso anno: almeno per quanto riguarda il sistema cardiovascolare, le sigarette elettroniche non rappresentano un rischio per la salute.

I risultati sono impressionanti

ha sottolineato Farsalinos

e indicano che, a differenza di tabacco, l'uso di sigarette elettroniche non influenza l'ossigenazione del cuore (…) Le prove attualmente disponibili suggeriscono fortemente che le sigarette elettroniche sono un’alternativa di gran lunga meno nociva rispetto alle sigarette tradizionali e al tabacco.

Oggi, però, la situazione sembrerebbe capovolgersi nuovamente, tanto da spingere il Codacons a chiedere analisi a tappetto sulle e-cig e a disporre il sequestro di alcuni prodotti. Un'analisi commissionata da Il Salvagente all'Università Federico II di Napoli ha infatti rilevato la presenza di piombo, arsenico, cromo e altri metalli pesanti all'interno di 30 liquidi di ricarica per le sigarette elettroniche. Nel caso del piombo le concentrazioni sono addirittura a quelle massime tollerate nell'acqua e in ben 12 casi superano il livello medio rilevabile nel sangue degli Italiani, mentre per quanto riguarda l'arsenico questi problemi riguardano 20 dei 30 campioni analizzati.

Per l'ennesima volta, quindi, non è possibile mettere un punto alla discussione. Una discussione nell'ambito della quale nei mesi scorsi si era parlato di dati completamenti diversi. Durante un incontro svoltosi a Napoli alla fine di luglio erano infatti stati presentati i risultati di analisi condotte proprio nell'ateneo campano, secondo cui la presenza di questi metalli tossici nei liquidi presi in considerazione poteva essere esclusa “fino ai limiti di rilevabilità strumentale e soprattutto fino ai limiti di rilevabilità compatibili con normali prodotti per questo uso”.

Restare nel dubbio è lecito: dopo tutto, i risultati di una ricerca non annullano automaticamente quelli degli studi precedenti. Al momento non esistono prove della non validità dei risultati presentati da Farsalinos, ma allo stesso modo non è possibile non tenere in considerazione di quelli di cui hanno discusso gli esperti di pneumologia alla conferenza dell’European Respiratory Society dello scorso anno, secondo cui basta respirare per 10 minuti i vapori emessi da una e-cig perché la resistenza al passaggio dell’aria nelle vie respiratorie raddoppi aumenti anche se non si è mai fumato prima.

Per quanto riguarda i liquidi da “svapare”, sembra piuttosto chiaro che non sono tutti uguali. La proibizione tout-court del loro uso potrebbe quindi essere un provvedimento non equo e, probabilmente, una maggiore chiarezza su ciò che è presente all'interno di ognuno di essi sarebbe un primo passo verso la soluzione della diatriba.

Via | Ansa; comunicato stampa

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