Sangue infetto in Italia, lo Stato deve pagare gli indennizzi ai pazienti

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito che lo Stato Italiano dovrà versare alle vittime di trasfusione di sangue infetto o degli altri prodotti da questo derivati un'indennità integrativa speciale, come risarcimento per i danni subiti.

trasfusioni di sangue

La Corte dei Diritti di Strasburgo ha fatto condannato lo Stato italiano a pagare un'indennità a tutti quei pazienti che sono rimasti vittima di trasfusioni di sangue errate. I giudici, infatti, hanno stabilito che lo Stato dovrà versare a tutti i pazienti coinvolti un'indennità integrativa speciale, come previsto dalla legge 210/1992.

In Italia sono moltissime le vittime di trasfusioni di sangue o di prodotti da queste derivati che si sono rivelate sbagliate e che hanno causato la diffusione dell'epatite e dell'Aids. Trasfusioni che non sono state adeguatamente controllate dal Servizio Sanitario Nazionale e che per questo motivo hanno provocato danni irreparabili, che ora devono essere risarciti, come previsto dalla legge.

Finora le richieste di indennizzi da parte dei malati contagiati erano state respinte, ma la battaglia legale non si è fermata lì ed è approdata a Strasburgo, dove i pazienti hanno ottenuto finalmente una risposta finalmente positiva: se finora i cittadini infettati ricevono un indennizzo di 540 euro al mese, in seguito alla sentenza potranno ricevere 100 euro in più mensilmente.

Per Angelo Magrini, presidente dell'Associazione politrasfusi italiani, si tratta di un'importante vittoria per i 60mila cittadini italiani che sono stati infettati con trasfusioni di sangue errate.

Si tratta di un successo perché, grazie a questa sentenza, si riconosce a tutti i cittadini infettati, senza differenze, la possibilità di percepire gli arretrati dell'adeguamento Istat per l'indennizzo loro riconosciuto, a partire dal momento del riconoscimento per legge della loro condizione. LA sentenza riguarderà tutti i circa 60mila cittadini italiani infettati. Come associazioni dei politrasfusi abbiamo infatti intentato causa a beneficio di tutti gli infettati, chiedendo alla Corte di Strasburgo che vengano riconosciute pari opportunità a tutti i cittadini.

Via | Corriere

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