Social network e benessere, l'influenza di amici e conoscenti sulla salute e l'umore

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Amici, familiari, conoscenti, vicini di casa, colleghi costituiscono la nostra rete sociale, l'insieme delle persone con cui ci relazioniamo ogni giorno e che, più o meno inconsciamente, influenzano le nostre scelte ed il nostro umore. Spesso, quando si parla di benessere, si trascura l'impatto delle relazioni interpersonali eppure contano, eccome.

Diversi studi hanno infatti appurato che chi ci sta intorno incide sulla nostra salute e sul nostro equilibrio emotivo, nel bene e nel male, quanto fumare o fare esercizio fisico. Due parametri fondamentali per valutare la qualità del nostro social network sono il capitale sociale e l'equilibrio tra positività e negatività nelle relazioni.

Il capitale sociale si riferisce alle risorse che sono a nostra disposizione all'interno della nostra cerchia di conoscenti, parenti ed amici. Un recente studio ha appurato che avere nella propria rete sociale persone con alti livelli di istruzione e formazione professionale ci espone ad un rischio minore di depressione ed ansia.

Avere un amico avvocato, un parente medico, un vicino di casa insegnante e così via discorrendo rende più agevole e fa sembrare meno ostile accedere ad un consulto, ad una visita piuttosto che a ripetizioni per i figli. Generalmente si prova diffidenza quando si deve consultare degli estranei per un lavoro piuttosto che per una qualsiasi prestazione e questo spiegherebbe livelli minori di ansia quando attingiamo da professionisti già presenti nella nostra rete sociale, noti e familiari, persone di cui ci fidiamo ed immediatamente reperibili.

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Veniamo al secondo fattore: l'equilibrio tra positività e negatività nelle nostre relazioni. Stiliamo una lista dei nostri conoscenti, parenti, familiari ed amici. Ora analizziamoli uno alla volta. Il primo pensiero o ricordo che associamo a quella persona è positivo o negativo? Quali emozioni ci scatena incontrarli, parlarci, ricevere una loro telefonata? Che genere di esperienze abbiamo condiviso con ogni persona presente nel nostro social network e che ruolo hanno giocato? Ci hanno aiutato o hanno rappresentato un ulteriore ostacolo?

Tutti interrogativi utili a determinare se nella nostra rete sociale figurano più presenze e relazioni positive per il nostro benessere o al contrario da intralcio per il nostro equilibrio psicofisico. Solitamente le nostre scelte, quando si tratta di fare vita sociale, sono orientate istintivamente verso persone positive. Gli amici, ad esempio, hanno un impatto a dir poco favorevole sul nostro umore. Nella nostra cerchia dovremmo trovare solitamente una maggioranza di persone positive. Tuttavia gli esperti avvertono che anche una piccola cerchia di persone negative ha il suo peso, dal momento che le relazioni negative hanno un impatto maggiore di quelle positive sulla nostra salute mentale.

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Per vivere meglio è utile dunque diminuire i conflitti sociali e le interazioni negative all'interno della propria cerchia di contatti. Uno studio condotto da un'équipe di ricercatori dell'Università dello Utah ha scoperto che nei periodi di stress gli studenti con a fianco buoni amici avevano una minore reattività cardiovascolare alla pressione degli esami. Solitamente la pressione sanguigna si alza quando siamo preoccupati ma avere delle presenze positive a sostenerci riduce gli effetti dell'ansia, migliorando di conseguenza la nostra salute psicofisica.

Cambiare la composizione del nostro social network non è facile. Anche quando alcune persone non sono propriamente parte delle soluzioni della nostra vita, bensì parte del problema, è difficile cambiare, spesso per paura o per pigrizia, e lanciarsi in nuove amicizie, stringere nuovi legami. Tuttavia, spiegano gli esperti, è bene iniziare a ridurre le possibilità di conflitto nella propria rete sociale, magari cercando persone con i nostri stessi interessi ed esigenze e diminuendo le interazioni con le persone che hanno una pessima influenza sul nostro equilibrio psicofisico.

Via | Journal of Community Psychology; Journal of Health and Social Behaviour; NCBI
Foto | Flickr; NCBI; lissalou66

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