Lorenzin: no alla pubblicazione dei protocolli del metodo Stamina

In seguito alle sollecitazioni da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle il Ministero della salute chiarisce la posizione del Ministro e spiega cosa aspettarsi dopo la consegna del materiale richiesto

metodo stamina

In molti si saranno chiesti il perché del silenzio del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in seguito alla pubblicazione da parte de La Stampa della lettera aperta in cui 20 scienziati italiani chiedevano di rendere pubblici i contenuti del materiale consegnato lo scorso 1 agosto da Davide Vannoni all'Istituto Superiore di Sanità, contenente i protocolli del tanto discusso metodo Stamina. Di sicuro se lo sono chiesti i deputati del Movimento 5 stelle, che nei giorni scorsi hanno sollecitato una risposta da parte del Ministro. Risposta che infine è arrivata e lascia spazio a poche polemiche.

In una nota diffusa dal Ministero viene infatti precisato che

nella disposizione è stato previsto che “tutti i componenti devono effettuare sotto la propria responsabilità una dichiarazione di confidenzialità e di conflitto di interessi rispetto alla sperimentazione”. Ne deriva che il protocollo elaborato sulla base della metodica messa a disposizione della Stamina Foundation dovrà essere utilizzato esclusivamente nell’ambito della sperimentazione promossa dal Ministero. È pertanto da escludersi qualsivoglia pubblicazione dello stesso.

La parola alla scienza

Anche il Ministero, insomma, sembra stanco dei continui lanci di benzina sul fuoco alimentato dalle polemiche che continuano a nascere intorno al “caso” Stamina e precisa che

il silenzio del Ministro è rispettoso del Parlamento che ha votato, compreso il Movimento 5 Stelle, un provvedimento che ora va attuato e che non è più oggetto di valutazioni politiche, la parola ora è alla scienza e alle sue valutazioni.

La nota stampa precisa anche cosa aspettarsi nei prossimi mesi, quando in base a quanto stabilito dalla legge (nello specifico, dal comma 4-bis dell’art. 2 del D.L. 24/2013) il Ministero della Salute trasmetterà “alle competenti Commissioni parlamentari ed alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano”, con cadenza almeno semestrale, le informazioni ricevute dalle strutture coinvolte nella sperimentazione. Tali informazioni riguarderanno “le indicazioni terapeutiche per le quali è stato avviato il trattamento, lo stato di salute dei pazienti e ogni altro elemento utile alla valutazione degli esiti e degli eventi avversi, con modalità tali da garantire la riservatezza dell'identità dei pazienti”.

La prima relazione è stata presentata la scorsa settimana in Commissione Sanità del Senato da Fabrizio Oleari, presidente della Commissione Scientifica che si occuperà della sperimentazione, che ha ufficializzato la consegna dei protocolli da parte di Vannoni. Nella stessa sede è stata avviata la discussione sulle patologie da includere nella sperimentazione.

Il Ministero ha anche comunicato che

per facilitare il lavoro di valutazione da parte del Comitato, il settore informatico dell’Istituto [Superiore di Sanità, ndr] ha predisposto un portale dedicato presso il quale è possibile accedere alla documentazione dall’esterno in modalità protetta. Nella giornata di mercoledì 7 agosto sono stati completati i relativi test, e il lavoro di valutazione da parte del Comitato è già stato avviato

e che

con l'avvio della sperimentazione le valutazioni saranno allargate all'osservatorio delle famiglie, come previsto dall'Ordinanza firmata dal Ministro lo scorso 1 Luglio.

Via | Ministero della Salute

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