Mal di schiena, il riposo a letto fa più male che bene

L'immobilità ritarda gli interventi e peggiora la situazione, prolungando i tempi di recupero

mal di schiena

Siete tra le persone che, in preda al mal di schiena, optano per il riposo totale a letto? La vostra scelta potrebbe non solo non essere la migliore, ma addirittura compromettere ulteriormente la vostra salute. Uno studio condotto nel Regno Unito ha infatti svelato che trattare i dolori sin dalla loro comparsa con la fisioterapia e l'esercizio è un approccio decisamente migliore al problema, che a causa del riposo a letto potrebbe essere peggiorato da una mobilità ridotta e richiedere più tempo prima di essere risolto.

L'indagine, commissionata dal Simplyhealth Advisory Research Panel, ha coinvolto mille individui di età compresa tra i 25 e i 65 anni ed ha rilevato che il 35% delle persone crede che il riposo a letto sia il rimedio migliore al mal di schiena, ma secondo il fisioterapista Paul Hobrough

le persone restano intrappolate in un circolo in cui la mancanza di esercizio non solo esacerba il dolore e la rigidità, ma porta anche alla perdita di muscoli.

Questo a sua volta può trasformarsi in un aumento di peso, che sottopone ad uno stress ancora maggiore le articolazioni già doloranti.

La prevenzione, il trattamento tempestivo e i consigli continui di un professionista della salute possono fare una vera differenza in termini di eliminazione dei problemi.

Per quanto riguarda invece gli antidolorifici, che sono risultati il rimedio più utilizzato per trattare il mal di schiena al di sopra dei 50 anni, Gill Jenkins del Simplyhealth Advisory Research Panel ha sottolineato che

possono essere molto utili, soprattutto per gli episodi acuti, ma non è saggio assumerli per lunghi periodi senza consultare il proprio medico, soprattutto se c'è un problema sottostante.

E' importante che le persone con mali e dolori persistenti discutano delle loro opzioni con i loro medici, fisioterapisti o altri professionisti della salute.

Via | Daily Mail
Foto | da Flickr di Andreanna Moya Photography

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