Dieta, per resistere alle tentazioni basta sentire le parole giuste

A volte un gesto semplice come non mangiare l'ennesimo dolcetto sembra richiedere una grande forza di volontà, ma un nuovo studio smentisce ciò che si è creduto fino ad oggi, portando in primo piano l'importanza dei messaggi subliminari

resistere alle tentazioni

Siete a dieta? Oppure volete smettere di fumare o abbandonare qualche altra abitudine dannosa per la salute, ma non riuscite a resistere alle tentazioni? Da oggi la mancanza di capacità di autocontrollo potrebbe non essere più una scusa plausibile. I ricercatori delle Università della Pennsylvania e dell'Illinois hanno infatti scoperto che, contrariamente a quanto sostenuto da diverse teorie psicologiche, scegliere di non mangiare junk food o di non accendere una sigaretta non è un processo che richiede necessariamente uno sforzo di volontà e il controllo cosciente delle nostre azioni, ma, così come i gesti che vengono eseguiti in automatico, può essere altrettanto inconsapevole. L'importante è ricevere dall'esterno lo stimolo giusto.

Justin Hepler e Dolores Albarracín sono arrivati a questa conclusione al termine di una serie di esperimenti in cui hanno chiesto ad alcuni volontari di premere un tasto del computer quando vedevano comparire la lettera X sullo schermo e di non premerlo quando vedevano comparire la lettera Y. Nel frattempo sullo schermo sono stati fatti passare anche dei messaggi subliminari che non avevano nulla a che fare con il gesto che i partecipanti dovevano compiere: a volte verbi che indicavano un'azione, come “corri”, “vai”, “muoviti” e “inizia”, altre volte verbi che indicano inattività, come “fermati”, “siediti” e “calmati” o, infine, parole senza senso, come “rnu”.

Durante gli esperimenti l'attività cerebrale dei volontari è stata monitorata attraverso degli elettreoncefalogrammi, che hanno dimostrato che le parole di senso compiuto hanno un effetto specifico sul funzionamento del cervello. In particolare, l'esposizione inconsapevole a messaggi di inattività (ad esempio “calmati”) aumenta l'attivazione dei processi cerebrali di autocontrollo, che, invece, viene ridotta dall'esposizione inconsapevole a messaggi che spingono ad un'attività (ad esempio “corri”).

Secondo i ricercatori questi risultati dimostrano che il nostro autocontrollo di tipo inibitorio, proprio quello che fa sì che non ci accendiamo una sigaretta o di non mangiare l'ennesimo dolcetto, può agire senza che ne siamo consapevoli e senza bisogno di volerlo. In altre parole, basta sentire qualcuno dire “calmati” mentre stiamo per afferrare il biscotto di troppo perché non farcelo fare, il tutto senza doverci accorgere che stiamo rinunciando ad un'altra dose di dolce.

Anche se prendere quel biscotto non richiede di pensarci troppo, rimetterlo sul vassoio sembra richiedere un intervento deliberato e consapevole

spiegano Hepler e Albarracín.

La nostra ricerca mette in dubbio l'assunto che per molto tempo ha sostenuto che i processi di inibizione richiedano un controllo cosciente per essere messi in pratica.


Osservata dal punto di vista di chi crede che non potrà mai dimagrire o smettere di fumare per mancanza di autocontrollo, questa scoperta non può essere che una buona notizia: lo stimolo necessario non è solo dentro di noi, ma può arrivare anche dall'esterno e senza che ce ne accorgiamo.

Tutti i dettagli dello studio saranno pubblicati a settembre sulla rivista Cognition.

Via | Annenberg School for Communication
Foto | da Flickr di Scholastica Ees says, yuhuuu to all (^_^)

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