Scoperto il legame tra linfoma e celiachia, è nascosto nell'intestino

Quando la salute intestinale resta compromessa, i celiaci corrono un maggior rischio di sviluppare questa forma tumorale. Lo studio

intestino

Scoperto il legame tra la celiachia e un aumento del rischio di sviluppare un linfoma: secondo uno studio dei ricercatori del Medical Center della Columbia University (New York), pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, i pazienti con danni intestinali irrisolti hanno una maggiore probabilità di sviluppare questa forma di tumore del sangue rispetto a quelli il cui intestino è in buona salute.

Per giungere a questa conclusione gli autori hanno monitorato lo stato di salute di più di 7.600 pazienti celiaci. Dopo la diagnosi i partecipanti sono stati sottoposti a biopsie per verificare lo stato di salute dell'intestino. La reazione al glutine che si verifica nell'organismo di chi convive con questo disturbo porta infatti a un danneggiamento della parete intestinale, che di conseguenza fatica ad assorbire i nutrienti presenti nel cibo. Oltre, però, a tenere in considerazione i risultati delle biopsie condotte da 6 mesi a 5 anni dopo la diagnosi i ricercatori hanno anche analizzato i dati sulla salute dei pazienti raccolti nei 9 anni successivi.

I risultati delle biopsie hanno svelato che il 57% dei pazienti non aveva più problemi a livello intestinale, mentre il 43% presentava ancora i segni di un danneggiamento dell'intestino. Gli altri dati hanno invece evidenziato che chi soffre di celiachia ha una probabilità di sviluppare un linfoma circa 3 volte superiore rispetto alla popolazione generale (68 casi su 100 mila contro 24 su 100 mila). Per chi ha a che fare con un danno intestinale irrisolto questo rischio è ancora superiore e si attesta attorno ai 102 casi all'anno ogni 100 mila persone, contro i 31,5 casi all'anno ogni 100 mila persone registrati fra i celiaci che non presentano più danni intestinali.

Le ragioni del perché alcuni pazienti, pur seguendo una dieta priva di glutine, continuino ad avere a che fare con danni intestinali non è chiaro. Quello che è certo è che, come ha spiegato Benjamin Lebwohl, primo autore dello studio, questi risultati spingeranno i ricercatori ad aumentare gli sforzi per comprendere meglio il processo di guarigione dell'intestino e come garantirlo.

Via | WebMD

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