Aviaria, accertato il primo caso di trasmissione del virus H7N9 da uomo a uomo

Il microbo ha ucciso prima un uomo di 60 anni e poi la figlia 32enne. L'analisi del genoma conferma il contagio diretto, ma non è ancora allarme pandemia

virus H7N9

Lo avevamo lasciato, alla fine di maggio, con un bilancio di 125 casi accertati e rassicurazioni sul fatto che per il momento fosse difficile la trasmissione diretta da uomo a uomo. Oggi il bilancio delle infezioni da virus H7N9 è salito a 133 contagi, di cui 43 letali e, dettaglio ancora più importante, di un caso di trasmissione diretta tra umani. Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha infatti dimostrato che il nuovo virus dell'influenza aviaria, identificato in Cina l'anno scorso, ha infettato una donna di 32 anni mentre era al capezzale del padre, in seguito deceduto proprio a causa dell'infezione.

L'uomo, 60, probabilmente ha contratto l'infezione in un mercato in cui si vende pollame vivo, di cui era un frequentatore abituale e il suo decesso è avvenuto circa un mese e mezzo dopo. Durante la malattie è stato ricoverato in due reparti di terapia intensiva diversi. La figlia, che non aveva avuto contatti diretti con animali, ha assistito il padre durante la malattia e con tutta probabilità ha contratto il virus proprio in questo modo, ammalandosi circa due settimane dopo il decesso del padre. L'infezione è stata letale anche per la donna.

Secondo le analisi condotte dai Centre for Disease Control and Prevention di Nanjing, nell'Est del Paese, sul genoma del virus isolato dai due pazienti l'ipotesi della trasmissione diretta è confermata. Tuttavia il virus non avrebbe ancora sviluppato la capacità di trasmettersi da uomo a uomo in modo efficiente. Resta il fatto che, come sottolineato dagli stessi autori dello studio, questa prima evidenza di contagio diretto

rinforza l'opinione comune che il virus abbia la possibilità di diventare pandemico.

Al momento la trasmissione da uomo a uomo resta una possibilità “limitata e sostenibile” e l'epidemia sembra in una fase di stallo, ma gli esperti prevedono un suo possibile ritorno nella stagione fredda.

Via | Agi

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