Scoperta la molecola che causa le scottature solari

Si chiama TRPV4 ed è alla base del dolore associato alle ustioni. L'ipotesi è di aggiungerla agli abbronzanti tradizionali

scottature solari

Cosa pensereste se entrando al supermercato alla ricerca di una crema solare vi trovaste di fronte ad un prodotto che promette di proteggervi dal dolore causato da scottature ed eritemi? Personalmente, i miei dubbi sarebbero molti. Uno quello fondamentale: se scottarsi non facesse più male, in quanti aumenterebbero i rischi per la propria salute con un'esposizione eccessiva al sole? Il dolore, dopo tutto, è un campanello d'allarme. Anche quando ci scottiamo su una fiamma viva è proprio il dolore a farci ritrarre la mano per evitare danni maggiori rispetto a quelli già creati.

Per questo mi viene da storcere il naso di fronte alla proposta di un solare che evita che le scottature brucino. L'idea arriva dalla Duke University (Durham, Stati Uniti), dove Wolfgang Liedtke e colleghi hanno effettuato un'interessante scoperta, ufficializzata dalla pubblicazione delle loro ricerche sulla rivista Pnas: ad essere responsabile del dolore è TRPV4, una molecola che, stimolata dai raggi UVB – che sono i principali responsabili delle scottature e che, danneggiando il DNA, aumentano il rischio di cancro – permette l'ingresso nelle cellule di ioni calcio, che, a loro volta, aumentano i livelli di endotelina, una molecola nota per la sua capacità di scatenare dolore e prurito.

Grazie ad esperimenti condotti su topi le cui cellule dell'epidermide sono state private di TRPV4 i ricercatori hanno dimostrato sia la catena di eventi scatenati dall'esposizione agli UVB (poi confermati anche su campioni di pelle umana), sia che in assenza di questa molecola le radiazioni danneggiano apparentemente solo in minima parte la pelle.

Nulla si sa, però, degli altri danni associati all'esposizione agli ultravioletti, tanto che lo stesso Liedtke ha commentato:

Credo che dobbiamo essere cauti perché vogliamo vedere l'effetto dell'inibizione di TRPV4 sugli altri processi che si verificano nella pelle. Una volta che queste preoccupazioni saranno risolte, dovremo adattare le molecole che bloccano TRPV4 per renderle più adatti all'applicazione topica. Posso immaginarli mescolati a tradizionali filtri solari per fornire una protezione più forte contro l'esposizione agli UVB.

La tintarella senza preoccupazioni non è però l'unico obiettivo di Liedtke.

Abbiamo scoperto una nuova spiegazione del perché il sole brucia

ha spiegato il ricercatore.

Se conosciamo meglio le scottature, possiamo comprendere meglio il dolore.

Il che significherebbe poter dare sollievo a quelle persone che hanno a che fare proprio con il dolore.

Per quanto riguarda, invece, le creme abbronzanti, c'è da augurarsi che se in futuro gli inibitori di TRPV4 saranno davvero aggiunti ai solari, lo siano in quelli con una protezione adatta ad evitare le scottature anche alle carnagioni più chiare.

Via | EurekAlert!
Foto | da Flickr di sun dazed

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