Sicko, la sanità americana arriva in Italia e Livia Turco invita Michael Moore

Sicko, la sanità americana arriva in Italia e Livia Turco invita Michael Moore

Esce oggi in Italia Sicko, caso rarissimo in cui un film ad ampia distribuzione (250 copie in Italia, numero apprezzabile) parla di sanità. Il segreto è il suo regista, Micheal Moore, apprezzato documentarista e personaggio tanto noto quanto scomodo. Questa volta nel mirino c'é il sistema sanitario americano, tema controverso, e Livia Turco non ha […]

Esce oggi in Italia Sicko, caso rarissimo in cui un film ad ampia distribuzione (250 copie in Italia, numero apprezzabile) parla di sanità. Il segreto è il suo regista, Micheal Moore, apprezzato documentarista e personaggio tanto noto quanto scomodo.

Questa volta nel mirino c'é il sistema sanitario americano, tema controverso, e Livia Turco non ha preso tempo ipotizzando un simile documentario anche sul sistema italiano del quale a detta del Ministro della Sanità dovremmo essere orgogliosi. Ma anche la classifica della WHO, organizzazione mondiale per la salute, ci posiziona molto in alto.

Questo l'interessante commento di Inyqua – che apre con un appunto a Moore, politicamente schierato e, come è noto, di conseguenza rigorosamente non obiettivo:

questo film ci racconta anche qualche dato singolare, come la posizione degli USA (37° posto…) nella classifica mondiale della WHO sui migliori sistemi sanitari mondiali (la prima è la Francia e, udite udite, la seconda posizione è quella dell'Italia).
Questa classifica, che a noi appare stranissima, per come siamo abituati a vedere il nostro sistema sanitario nazionale, è un'analisi multifattoriale che mette tutto in un calderone: utilizzo delle risorse economiche e risultati su alcuni aspetti della salute (per esempio la mortalità infantile), così come la cosiddetta 'responsiveness' ovvero come ci si rapporta al paziente ed alle sue caratteristiche.
L'analisi della WHO è sempre stata criticata dai conservatori americani, in quanto non tiene conto della reale qualità percepita dagli utenti statunitensi, che viene giudicata ai massimi livelli (riflettete invece su cosa pensa l'italiano medio dei servizi sanitari….anche se poi alcuni analisi come quella del Censis del 2003 mostrano alle resa dei conti una buona soddisfazione generale). 

Dati molto interessanti, e alla visione di Moore Inyqua oppone dei dati secondo i quali sarebbero i repubblicani, principale obiettivo di Moore, ad aver apportato le maggiori migliorie al sistema sanitario americano. Ecco il suo interessante post.

Ma torniamo in Italia. Ci riporta sul nostro stivale Andrea Garbin, curatore di Pollicino, che racconta la sua esperienza personale e ci ricorda come funzionava l'assistenza medica in Italia prima del 1979, anno in cui venne varata la riforma che, come spiega Andrea e come dicevamo più su, ci colloca al secondo posto nel mondo per l'assistenza sanitaria.

IN attesa di vedere il film, da oggi nelle sale, potete farvi un'idea della situazione americana con questa clip sottotitolata in italiano: buona visione.

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