Aggressività passiva, i cinque stadi della rabbia repressa

rabbia

Riuscire a controllare le esternazioni di rabbia è fondamentale per migliorare il nostro rapporto con gli altri. La sfida che ci si pone davanti ogni giorno è di riuscire a non sbottare quando siamo arrabbiati, pur evitando di reprimere le emozioni negative, tenendoci tutto dentro.

Ancora più importante per il nostro equilibrio psicofisico è infatti non cadere nella trappola di un comportamento aggressivo-passivo. Ne parla Signe Whitson in un interessante saggio dal titolo che è tutto un programma: The Angry Smile, Il sorriso arrabbiato.

Quante volte nel corso della giornata abbozziamo un sorriso falso mentre dentro coviamo rancore? Un comportamento a dir poco controproducente che si traduce in atteggiamenti ostili verso gli altri, camuffati da una calma che è solo apparente.

Ecco cinque atteggiamenti tipici di un comportamento aggressivo-passivo:



  • Dare ragione a qualcuno ma solo verbalmente, comportandoci invece come se avesse torto. A lavoro, ad esempio, possiamo rassicurare un nostro superiore che seguiremo le sue indicazioni e poi fare l'esatto contrario. Inutile dire quanto questo modo di fare sia deleterio per instaurare un rapporto di fiducia con gli altri. Si tratta di un comportamento che nuoce sicuramente alla nostra immagine e gioca a nostro svantaggio sul piano della crescita personale e professionale.

  • Accettare un incarico a malincuore e svolgerlo in maniera inefficiente di proposito. Abbandoniamo per un attimo l'ambiente lavorativo per fare un esempio tra le mura domestiche: non abbiamo voglia di aiutare a riordinare casa e mettiamo tutto alla rinfusa, fingendo di non sapere quale sia il posto giusto per attirare l'attenzione ed essere esonerati dal compito.

  • Lasciare un problema irrisolto pur sapendo che causerà disagio agli altri e provare una certa compiacenza nell'osservare il risultato della nostra inazione. Capita, ad esempio, quando si lascia a rosso l'auto dei genitori, del partner piuttosto che di un amico pur sapendo che il giorno seguente avrà difficoltà ad arrivare a lavoro puntuale perché dovrà fermarsi a fare il pieno.

  • Vendicarsi per un'ingiustizia o un torto subito e qui siamo ad uno stadio decisamente più pericoloso del comportamento aggressivo-passivo. Sabotare la presentazione di un collega a nostro avviso promosso ingiustamente, fare dei dispetti alle persone che ci contrariano, insomma quel remare contro non più solo verbale ma materiale nei confronti degli altri.

  • Infine, c'è il lato più pericoloso dell'aggressività passiva: quando la rabbia viene incanalata verso se stessi, facendosi del male o rovinando la propria immagine per ripicca. Capita, ad esempio, agli adolescenti che si tingono di viola i capelli solo per fare un dispetto ad un genitore ed in tanti altri casi di autolesionismo ben peggiori.

Nel prossimo articolo ci occuperemo di come sfogare la rabbia repressa, evitando che prenda il sopravvento sulla nostra vita.

Leggi anche: Come sfogare la rabbia repressa

Foto | Flickr

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