Metodo Stamina, nuovo attacco di Nature: “la sperimentazione dovrebbe essere fermata”

Nonostante molti pazienti continuino ad avere fiducia nella Stamina Foundation, gli esperti internazionali criticano anche la scelta di sperimentale il metodo di Vannoni

metodo stamina

Mentre le associazioni dei malati e i loro familiari manifestano nelle strade di Roma e di Brescia in difesa del metodo Stamina, lo stesso metodo viene nuovamente attaccato da Nature. Secondo l'autorevole rivista la sperimentazione il cui inizio è stato rimandato a causa dei ritardi di Vannoni, presidente della Stamina Foundation, nella consegna dei protocolli necessari, dovrebbe essere bloccata.

Secondo quanto si legge in un editoriale che si è occupato della vicenda

ci sono molte ragioni per le quali la sperimentazione dovrebbe essere fermata.

Le autorità italiane non dovrebbero andare avanti nel sostenere test clinici costosi di una terapia cellulare non provata e che non ha solide basi scientifiche.

Nature afferma che l'incertezza delle basi scientifiche del metodo rende ingiustificabile la scelta di avviare la sperimentazione, che per questo

non dovrebbe essere fatta.

Per il momento, però, il Ministero della Salute non sembra voler accettare il consiglio e ha confermato che la sperimentazione avrà luogo:

Vogliamo rassicurare le famiglie che tutte le procedure sono state avviate secondo le norme nei tempi previsti e che la sperimentazione partirà il più presto possibile dopo che il professor Vannoni avrà consegnato il suo metodo di preparazione delle cellule al Comitato scientifico, così come previsto dalla legge, e dopo che il Comitato scientifico avrà indicato quali patologie dovranno essere incluse, secondo quali protocolli e in quali centri.

Tutte le altre istituzioni coinvolte auspicano che questa sperimentazione dimostri che il metodo Stamina è efficace e sicuro. Ciò tuttavia potrà essere appurato solo raccogliendo e verificando le evidenze secondo le regole e i metodi stabiliti e condivisi dalla comunità scientifica internazionale.

Via | Ansa

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