Tabacco e sigarette elettroniche, le nuove normative del Consiglio Ue

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Messaggi anti-fumo sul 65% del pacchetto delle tradizionali “bionde” e vendita in farmacia per le elettroniche contenenti più di 1 grammo di nicotina: sono queste le due novità principali introdotte dall'Unione Europea in tema di tabacco e di sigarette elettroniche al termine del negoziato che si è tenuto ieri in seno al Consiglio Ue. Una riunione che ha visto accogliere in toto le richieste del Governo italiano, che attraverso le parole del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin si dice soddisfatto di quanto ottenuto.

Secondo il ministro quello raggiunto è

un punto di equilibrio che ci rende soddisfatti perché ha permesso all'Italia di agire da protagonista.

Per quanto riguarda la copertura del 65% del pacchetto, secondo Lorenzin

è una dissuasione dal fumo.

Il Ministro ha anche sottolineato che il mantenimento del bollino dello Stato continuerà a scoraggiare la contraffazione delle merci.

I temi caldi

Ieri sono state molte le questioni messe sul tavolo attorno al quale si sono riuniti i Ministri della Salute dei 27 Paesi membri dell'Ue.

Sin dall'inizio due delle proposte sono apparse prive di possibilità di accoglimento: il divieto delle sigarette “slim”, voluto solo dall'Irlanda ed etichette di avvertimento di dimensioni pari al 75% del pacchetto.

Fra le altre proposte, l'obbligo di tracciabilità dei pacchetti fino all'utilizzatore finale, il divieto di aggiunta di additivi e aromatizzanti che rendono più gradevole il sapore delle bionde ed aumentano l'assuefazione, l'obbligo di elencare in etichetta la lista di tutti gli ingredienti, il divieto di vendere pacchetti con meno di 20 sigarette (già in vigore in 14 Stati membri) e la forma e la presentazione dei pacchetti stessi.

Le novità

Il testo approvato in seguito alla mediazione, che ora dovrà passare al vaglio del Parlamento Europeo, prevede che le avvertenze riguardanti la salute (sia i testi che le immagini) occupino il 65% della superficie frontale e posteriore del pacchetto, percentuale in cui è incluso anche il bordo da 1 mm, escluso nella proposta iniziale.

Niente livelli massimi per gli additivi, in quanto riconosciuti solo da 3 degli Stati membri dell'Unione. Accettata, invece, la richiesta di salvaguardare i sistemi di notifica della composizione dei prodotti a base di tabacco già esistenti. Infine, gli Stati membri potranno vietare la vendita a distanza dei prodotti contenenti tabacco.

E-cig solo in farmacia

Per quanto riguarda, invece, le sigarette elettroniche, si è finalmente arrivati alla definizione del luogo più adatto alla loro vendita. In particolare, le e-cig contenenti più di 1 grammo di nicotina dovranno essere considerate dei prodotti medicinali e, in quanto tali, saranno soggette alle stesse regole di utilizzo di questi ultimi e dovranno ricevere le stesse autorizzazioni. La loro vendita sarà consentita solo nelle farmacie.

Come prevedibile, i venditori di sigarette elettroniche hanno immediatamente protestato contro questa decisione, accolta male anche da Lorenzin.

Esiste un parere del Consiglio superiore di Sanità secondo cui le sigarette elettroniche non sono un farmaco

ha commentato il Ministro

e noi ci atterremo all’indicazione.

L'Italia sarà libera di fare di testa propria fino all'entrata in vigore della direttiva, prevista per il 2016. Resta, quindi, da vedere cosa succederà nel frattempo.

Certo, in tutto questo lascia un po' perplessi la dichiarazione della stessa Lorenzin, che si è detta soddisfatta della nuova regolamentazione europea sui tabacchi perché

non compromette la produzione italiana che è di alta qualità.

Ma tutto questo legiferare non è dovuto al fatto che, come recitano proprio le scritte che continueranno a campeggiare sulle confezioni, questo "prodotto di qualità" “nuoce gravemente alla salute”?

Via | TMNews; Ansa; Il salvagente; Asca

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