In inverno sbadigliamo più che in estate

sbadigliareAbbiamo imparato presto che uno sbadiglio può essere sintomo di sonno, di noia o qualche volta anche di fame. Una nuova ricerca suggerisce che può trattarsi di mezzo di cui si serve il cervello per riequilibrare la propria temperatura. Una sorta di sistema di raffreddamento fisico, dunque? La frequenza degli sbadigli varia anche con la stagionalità, scoprono i ricercatori avvalorando la loro tesi. Quando si trascorre molto tempo all’aperto e comunque in generale nella stagione invernale tendiamo a sbadigliare di più. In estate sbadigliamo meno.

Quando la temperatura dell’ambiente che circonda supera quella del nostro corpo sbadigliamo meno perché causeremmo un’inalazione di aria calda che agirebbe in maniera opposta all’ipotesi dello sbadiglio come sistema per raffreddare il cervello. I ricercatori si sono ingegnati ricostruendo ambienti con diverse temperature e monitorando il comportamento di chi sbadigliava, sottoponendo i soggetti coinvolti ad una serie di test specifici.

Ancora nessuna spiegazione sul perché lo sbadiglio sia contagioso, ma la ricerca ha potuto confermare quel che già conoscevamo: sbadigliamo perché siamo stanchi o stressati, per colpa delle alterazioni nei ritmi mentali o fisici, seguendo il ritmo circadiano che stabilisce il nostro orologio biologico interno. Non sapevamo ancora che lo sbadiglio potesse agire come una sorta di radiatore nell’auto. Il risultato è che dopo uno sbadiglio siamo più efficienti e attenti. E noi che pensavamo che significasse necessariamente completa mancanza di volontà di lavorare sognando un letto il prima possibile.

Via | BodyOdd

Foto | Flickr

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