“Crimini su donne e bambine”: un libro che fa pensare

“Crimini su donne e bambine”: un libro che fa pensare

È in libreria il saggio "Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali" di Noemi Novelli. In passato ci eravamo già occupati di questo delicato argomento, su Blogosfere Style & Fashion, intervistando Eleonora Baldacci, presidente e responsabile del centro anti-violenza "IOTUNOIVOI Donne Insieme" di Udine. (Per ascoltare l'intervista clicca qui) L'Associazione è […]

È in libreria il saggio "Crimini su donne e bambine originarie di società patriarcali e tribali" di Noemi Novelli. In passato ci eravamo già occupati di questo delicato argomento, su Blogosfere Style & Fashion, intervistando Eleonora Baldacci, presidente e responsabile del centro anti-violenza "IOTUNOIVOI Donne Insieme" di Udine. (Per ascoltare l'intervista clicca qui)

L'Associazione è nata nel 1995 con l'intento di offrire sostegno, anche psicologico, accoglienza e ascolto a donne e bambini che hanno subito maltrattamenti, violenze, soprusi. "La violenza contro le donne – si legge sul sito –  è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l'uguaglianza, lo sviluppo e la pace".

violenza%20donne.jpgOggi vogliamo segnalare questo interessante libro che testimonia come i crimini contro le donne e i bambini siano presenti non solo nelle società patriarcali asiatiche e africane, ma anche nei paesi in cui vigono leggi democratiche e paritarie.

Il libro è suddiviso in 12 capitoli ed è molto interessante perché costituisce un'attenta analisi delle molteplici violenze, a cui ancora oggi sono sottoposte numerose rappresentanti del cosiddetto "sesso debole". Le violenze sono esaminate da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e culturale. Intende sia offrire uno spunto di riflessione e un concreto aiuto alle vittime affinché possano prendere concretamente coscienza della loro condizione, sia rivolgersi ai professionisti del settore, come operatori di polizia, assistenti sociali ed insegnanti.

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