Tecnologia per capire le emozioni degli altri

glassheadCapire le emozioni degli altri negli ultimi tempi sembra essere un tema ricorrente nel settore della tecnologia. Nel mondo del digitale si cerca di massimizzare l'esperienza degli users facendo di tutto per rendere i contatti umani il più verosimile possibile attraverso l'implementazione di piattaforme che permettono un ricco scambio di informazioni. Tante volte però la barriera dello schermo fa si che le nostre emozioni vengano interpretate in maniera distorta, e la cosa può essere un problema.

Il gruppo Affectiva ha recentemente presentato al Web 2.0 Expo di San Francisco un App che promette di risolvere le situazioni di fraintendimento emotivo sul Web. Altro che emoticons: nata dalla necessità di commercializzare i prodotti sviluppati dal Massachusetts Institute of Technology (MIT) - quello al centro del caso Aaron Swartz - questa compagnia presto farà sembrare le popolari faccine roba da Flinstones. Grazie alla tecnologia sviluppata, i computers che gestiscono i siti Internet potranno scannerizzare le immagini che arrivano tramite webcam alla ricerca di espressioni facciali, movimenti degli occhi e gesti che possano dare un idea delle reazioni emotive della persona con cui si parla.

Gli interlocutori devono indossare sulla caviglia o sul polso un sensore - chiamato Q Sensor - che misura l'elettricità che passa attraverso la pelle ed il livello registrato permette di stabilire se la persona è annoiata, interessata, arrabbiata, contenta o eccitata. Il risultato viene trasmesso all'altro attraverso un paio di occhialoni con un display interno. E tramite un sistema stile semaforo di luci rosse, arancioni e verdi si saprà esattamente quando per esempio è il caso di star zitti perchè alla persona che ci ascolta non gliene frega nulla di quello che stiamo dicendo.

Un'altra invenzione potrebbe invece rivoluzionare i rapporti umani nel mondo reale: si tratta di un paio di occhiali che permettono di rilevare le vere emozioni dell'interlocutore, anche quando cerca di nasconderle. Sviluppati da Rana el Kaliouby da Rosalind Picard - membri del MIT - i Social X-Ray Specs saranno disponibili in vasta scala sul mercato internazionale.

Questi occhiali possiedono una microtelecamera integrata nella montatura che, grazie ad un software, analizza le espressioni del viso della persona che ci sta di fronte. Il risultato poi ci viene comunicato tramite un piccolo auricolare e in un batter d'occhio sapremo se la conversazione sta andando nella direzione giusta. L'uso di tecnologia di alto livello ha inoltre reso questi occhiali molto sofisticati, al punto da poter rilevare anche le bugie.

Negli anni settanta uno psicologo Americano, Paul Ekman, identificò sette fondamentali espressioni facciali - felicità, tristezza, paura, rabbia, disgusto, disprezzo e sorpresa - su cui si basano la maggior parte dei vari test della verità o lie detectors. Le persone infatti attraverso movimenti del viso - anche involontari - segnalano il proprio stato d'animo e le bugie possono essere smascherate attraverso l'analisi di questi velocissimi micro-movements.

Negli ambiti lavorativi si parla dei Social X-Ray Specs come mezzo per comprendere maggiormente lo stato d'animo del cliente in modo da poter gestire meglio la relazione ed evitare passi falsi. Rimane il dubbio che potrebbero anche essere usati per scoprire se il personale racconta frottole in caso di assenze. Al di là del lavoro, potrebbero però essere d'aiuto anche in tante situazioni quotidiane, soprattutto per quelli che soffrono di una particolare insensibilità emotiva o quando scarseggia la fiducia. Speriamo che li facciano almeno in modelli presentabili.

Via | The Independent | Newscientist | Don't Panic

Foto | Flickr

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