Problemi di ipertensione: il sale non fa così male, ma crea dipendenza

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Faccio fatica a mangiare cibi senza sale, lo ammetto. Anche se dicono che dopo un po' il palato si adegua e che consumare cibi insipidi diventa più facile, non ho ancora trovato il coraggio di bandire completamente questo ingrediente dalla mia cucina. Cerco comunque di limitarne il consumo: è risaputo che troppo sale fa male al cuore ed ai reni in quanto favorisce i problemi di ipertensione arteriosa.

Una ricerca condotta alla Exeter University però dice che dobbiamo ridimensionare un po' quello che pensiamo di sapere sul sale: è vero che troppo non fa bene, ma eliminarlo del tutto dalla dieta non servirebbe a prevenire un infarto o un ictus. Bisogna infatti considerare l'insieme delle abitudini della persona. Se si continua a fumare, ad evitare la frutta e la verdura, a condurre una vita molto sedentaria, la percentuale di rischio di ritrovarsi con problemi di cuore rimane comunque la stessa anche con un pizzico di sale.

Secondo lo studio inoltre chi già soffre di ipertensione potrebbe sviluppare ulteriori problemi di salute se il sale dovesse scomparire del tutto dalla sua dieta. L'importante è non esagerare e gli adulti non dovrebbero superare i sei grammi al giorno, considerando anche il sale 'meno ovvio' contenuto nei prodotti dolci.

Ma forse regolarsi potrebbe risultare più difficile di quello che si pensa. Sembra infatti che il sale provochi un'assuefazione così potente da essere paragonata a quella delle sigarette o delle droghe pesanti. Uno studio condotto dal Professor Denton, della University of Melbourne in Australia ha infatti scoperto che in tutti i casi si creano nel cervello delle dinamiche che risultano in forti crisi di astinenza.

E tutto è da ricondurre al fatto che il bisogno di assumere cibi che contengono sale sarebbe un comportamento innato dell'uomo. Un istinto ancestrale che ha però fornito una predisposizione a livello cerebrale per la più moderna dipendenza da droghe pesanti. E al momento, sale, cocaina o eroina che sia, il cervello umano sembrerebbe reagire allo stesso modo, rendendo molto difficile lo smettere o il ridurre le dosi.

Via | The Sun | MailOnline

Foto | Flickr

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