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Pancreas artificiale: il progetto Forget Diabetes dà speranza a milioni di diabetici

Pancreas artificiale: il progetto Forget Diabetes dà speranza a milioni di diabetici

Il progetto Forget Diabetes punta sulla biotecnologia di ultima generazione per la creazione di un pancreas artificiale

Da anni si parla di pancreas artificiale, uno strumento che permetterebbe ai milioni di diabetici di tipo 1 e 2 insulinodipendenti, di vivere con maggiore serenità la propria condizione. Secondo la World Health Organization sono 422 milioni di persone al mondo a soffrire di questa patologia, con 1,6 milioni di decessi attribuibili alla condizione.

E per anni il pancreas artificiale è stato una chimera, un qualcosa a cui la scienza a tentato di dare una forma, ma senza ottenere risultati apprezzabili. Oggi, con la biotecnologia medica che continua a fare passi da gigante, l’obiettivo sembra essere più vicino che mai, grazie anche ad un team capitanato dal professor Claudio Cobelli, docente di Bioingegneria all’Università di Padova.

Il progetto seguito da Cobelli si chiama Forget Diabetes, appunto “dimentica il diabete”, patrocinato per 4 milioni di euro dalla Commissione Europea, all’interno del programma di ricerca in bioingegneria Future & Emerging Technologies Proactive (FET Proactive)­ Horizon 2020.

I prossimi quattro anni saranno decisivi per poter arrivare all’uso effettivo di questo prodotto, che tramite sensore sarebbe in grado di recepire l’aumento della glicemia, sopperendo con una somministrazione automatica di insulina. Dice il professor Cobelli:

[quote layout=”big” cite=”Prof. Claudio Cobelli]Puntiamo all’impianto nel peritoneo di un sensore per la misurazione del glucosio e di una pompa per l’infusione dell’insulina altamente miniaturizzati. Entrambi i dispositivi procederanno regolando automaticamente il fabbisogno e l’erogazione dell’insulina, senza che il paziente ospite se ne accorga. Inoltre la ricarica dell’insulina sarà garantita attraverso l’assunzione di una semplice pillola, che potrà avvenire una volta ogni una o due settimane[/quote]

In pratica con una piccola operazione chirurgica, si provvederà ad installare nel peritoneo due mini dispositivi per il controllo della glicemia e l’eventuale somministrazione di insulina. Il lavoro che fa un pancreas funzionante o, in mancanza di questo, un reflettometro per la misurazione ematica dei livelli di glucosio nel sangue da una parte, una penna predosata o un microinfusore dall’altra.

Già da questa settimana il team medico sarà al lavoro e il progetto sarà coordinato dal Dipartimento per la Salute della donna e del bambino di Padova, diretto dal professor Giorgio Perilongo. Finita la parte di sviluppo tecnologico, la sperimentazione potrà essere estesa anche ai piccoli pazienti di Diabetologia Pediatrica.

[quote layout=”big” cite=”Prof. Claudio Cobelli]Un team interdisciplinare con i migliori esperti in micro­nano meccatronica, modellazione, ingegneria di controllo, biomateriali, endocrinologia, chirurgia e scienze comportamentali è stato assemblato per sviluppare ciò che è stato considerato impossibile per decenni. Il sistema di gestione intelligente consentirà un controllo completamente automatico e ‘invisibile’ del diabete, consentendo al malato di liberarsi dagli oneri per il controllo della sua malattia[/quote]

Il che sarebbe un grande passo in avanti per tutti i diabetici, ma soprattutto per i bambini, per cui il controllo e la somministrazione dell’ormone sintetico risultano più complessi.

Foto | iStock

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