Coronavirus COVID-19 e falsi rimedi: le cure più assurde che girano in rete

Coronavirus COVID-19 e falsi rimedi: le cure più assurde che girano in rete

Non c'è limite al fai da te, anche in campo medico, tanto che il Coronavirus sta vedendo un crescente numero di cure assurde e inutili, suggerite dalla rete

L’umanità si è evoluta, dicono, perché da quando la fede nella scienza e nella tecnologia si sono fatte spazio nei meandri delle credenze e della superstizione, la razionalità ha aperto gli occhi a tutti. Sì, lo dicono davvero e in parte sarà anche così, se non fosse che basta davvero poco per far fare a quel volgo 2.0 un salto all’indietro di migliaia di anni.

Un po’ come sta accadendo in questo periodo con il Coronavirus COVID-19, che sta tirando fuori le fobie più profonde delle persone, ma anche rimedi empirici che non hanno alcuna validità scientifica. Ergo, è molto più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che il SARS-CoV2 svanisca nell’etere con uno dei metodi che vi illustreremo di seguito.

Eppure la rete è pregna di cure assurde e, ovviamente, inutili se non addirittura dannose. L’intelletto sveglio magari le riconosce come bufale, ma a seguirle sono purtroppo molte persone. Perché, insomma, l’umanità si sarà anche evoluta, come dicevamo, ma forse ha anche in sé il gene kamikaze dell’autoestinzione.

Coronavirus COVID-19 e falsi rimedi: l’uso di cocaina e alcolici

No, le sostanze psicotrope non sono una cura contro il COVID-19, ma in Francia il governo ha dovuto proprio specificarlo, dopo che alcuni post su Twitter sono diventati virali osannando la cocaina come rimedio ottimale contro il Coronavirus. Il Ministero della Salute francese si è trovato costretto a sottolineare pubblicamente che “la cocaina non uccide il coronavirus, ma è una droga che causa assuefazione, provoca gravi effetti indesiderati ed è nociva per la salute delle persone”.

In Iran stanno invece prendendo piede le fake news relative ad un presunto (e chiaramente falso) consumo curativo degli alcolici. E siccome nella Repubblica Islamica è vietata la vendita di queste bevande, in molti hanno pensato bene di curarsi con distillati fai da te a base di metanolo. Con la conseguenza che le vittime, ad oggi, sono già a quota 300.

Se poi a sostenere l’efficacia dell’alcol contro il COVID-19 e in particolare della vodka, è il Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, capiamo come la questione bufale possa prendere una piega del tutto inattesa. No, Alex, lo diciamo anche a te, la Bulbash può fare molte cose, fra cui mandarti in coma etilico se esageri, ma non curare il Coronavirus.

Anche se negli anni 20, in piena epidemia da Spagnola, in molti pensavano che gli alcolici fossero la panacea contro la grande influenza. Ce lo avranno raccontato i nostri nonni, forse, che in Italia, così come nel resto d’Europa, in molti si attaccarono alla bottiglia di vino rosso. Ma in verità con scarsi risultati, visto che a perdere la vita fu circa il 5% della popolazione mondiale.

Coronavirus COVID-19 e falsi rimedi: la candeggina per uso interno

La candeggina, così come l’Amuchina, sono diventate le migliori amiche delle donne in quest’ultimo periodo, in barba ai volgari diamanti. La prima si è dimostrata efficace per la pulizia delle superfici, riducendo il rischio di contaminazioni, la seconda è invece un buon aiuto per la disinfezione delle mani, quando non le si può lavare con acqua calda e sapone.

Ma poi c’è chi ha pensato bene che, per proprietà transitiva, l’Ace gentile e le sue sorelle fossero utili anche per uso endogeno. No, non è uno scherzo, visto che ancora una volta su Twitter sono spuntati consigli scellerati in merito al consumo interno, tanto che il centro antiveleni dell’Università della Virginia si è trovato a dover spiegare che l’ingestione di sostanze tossiche non solo non cura il Coronavirus, ma può essere anche letale.

Meno fatale la bufala sul rimedio a base di gargarismi con acqua calda salata e aceto. Il COVID-19 non viene spazzato via, ma almeno l’igiene del cavo orale migliora senza effetti collaterali.

Coronavirus COVID-19 e falsi rimedi: gli escrementi bovini

Avete letto benissimo, in un’epoca evoluta come quella contemporanea, siamo qui a parlare anche di vera o presunta efficacia della cacca di vacca per combattere una pandemia. Ve lo diciamo subito e a scanso di equivoci, non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino che bere urina di mucca o farsi un bagno nelle sue deiezioni portino a benefici e sconfiggano il COVID-19.

Ciò nonostante, in India, dove il bovino è sacro, il partito nazionalista Akhil Bharat Hindu Mahasabha, ha deciso di organizzare dei Festival primaverili a base di escrementi di ruminante. Ora, il Coronavirus siamo abbastanza certi che non sparisca nutrendosi con i rifiuti, salvo che non decida di andarsene dall’organismo ospite, sua sponte, perché la dieta fa senso pure a lui.

Invece siamo convinti, per prove scientifiche, che le feci di mucca possono portare a malattie quali la paratubercolosi, per citarne una. Quindi ci perdoneranno gli amici indiani convinti che i liquami bovini facciano bene alla salute. Ma proprio noi passeremmo oltre.

Foto | iStock

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