Fat Shaming: cos’è e i rischi da non ignorare

Fat Shaming: cos’è e i rischi da non ignorare

Cosa è il “Fat Shaming”? E quali sono le conseguenze da conoscere?

Il fat shaming è uno dei comportamenti più dannosi della nostra società moderna. Chi è stato vittima di attacchi, insulti o anche di prese in giro per via del proprio aspetto, e più esattamente per i propri chili di troppo, sa bene di cosa stiamo parlando.

“Fat Shaming” significa esattamente “vergogna del grasso”, ed è quella che alcune persone in sovrappeso (anche minimo) o obese sono portate a provare a causa della scarsa educazione e del poco tatto dimostrato da chi le circonda.

Il Fat shaming può provenire da qualunque parte, come ad esempio dal partner, dagli “amici”, dalla famiglia o persino da persone estranee, che pensano di avere il diritto di esprimere il proprio parere sull’aspetto fisico di un’altra persona.

Va specificato che talvolta alcune persone ritengono che sottolineare a chi si ha di fronte che ha dei chili di troppo potrebbe spronarla a mangiare meno. Niente di più falso. Nella maggior parte dei casi, ricevere questo genere di commenti potrebbe far sentire inadeguati e – in determinate circostanze – potrebbe portare a rifugiarsi nel cibo, a perdere la voglia di prendersi cura della propria forma fisica, o persino a odiare il proprio corpo. Sono necessarie una grande forza di volontà e una forte autostima per non farsi ferire dai commenti delle persone. E purtroppo non tutti hanno autostima o una buona dose di forza di volontà.

Ma detto ciò, quali possono essere le altre conseguenze del Fat Shaming? Ecco quali sono i rischi da non ignorare.

Le conseguenze del Fat shaming da non ignorare

Il fat shaming può avere delle serie conseguenze per chi lo subisce. Le critiche, o persino i rimproveri, da parte delle persone che non accettano il nostro corpo per come è, possono portarci a sentirci inadeguati/e, e questo può compromettere la qualità della nostra vita e quella delle nostre relazioni, poiché influenza la nostra autostima in modo profondo. Fra i disturbi che potrebbero manifestarsi a causa di questo comportamento vi sono:

Per alcuni potrà sembrare un’esagerazione (soprattutto per chi assume comportamenti negativi nei confronti di chi non ha un fisico “da copertina”), ma i problemi elencati sono reali e possono davvero danneggiare in modo significativo la vita delle vittime. Ognuno di noi ha il diritto di vivere una vita serena, senza essere colpevolizzato per il proprio aspetto o per i propri chili di troppo.

Criticare qualcuno per il peso non è mai utile

In nessun caso, attaccare o deridere una persona per il suo aspetto fisico può essere considerato un comportamento positivo. Neanche di fronte a una persona patologicamente obesa, il fat shaming può mai produrre degli effetti positivi, poiché non farebbe altro che aggravare la situazione sia a livello fisico che a livello psicologico.

In una società civile, ognuno di noi dovrebbe rendersi conto che con il proprio comportamento può influenzare significativamente la vita e la salute delle altre persone, e riflettere bene prima di offendere il prossimo (che si tratti del figlio, della fidanzata o della moglie o anche di un estraneo poco cambia) per il suo aspetto fisico o per qualunque altra ragione.

La mia esperienza con il Body shaming

Qualche anno fa frequentavo una persona che periodicamente mi trattava molto male, accusandomi di non essere femminile, di essere grassa, di non essere “donna”. Per anni ho pensato che probabilmente avesse ragione. Non amavo indossare i tacchi, non ero una taglia 40, e mi piaceva fare scampagnate in mezzo alla natura piuttosto che altri passatempi considerati “tipicamente femminili”. In sostanza anche io ragionavo (o per meglio dire, non ragionavo) come lui.

C’era qualcosa di sbagliato in me, non c’era dubbio. Dopo anni di frustrazioni e litigi, in cui cercavo di rivendicare – senza grandi risultati – il mio diritto di essere come volevo essere, mi sono rivolta a una psicologa che mi ha cambiato la vita, e che mi ha fatto comprendere che purtroppo mi trovavo in un circolo vizioso dal quale non sapevo – o non volevo – uscire. All’ennesimo tentativo fallito di chiudere la relazione, la psicologa mi disse una frase che aprì finalmente la strada alla nuova “me”. La frase era: “Se non riesci a lasciare questa persona vuol dire magari che a te sta bene la situazione. Sai quante persone vivono una relazione di questo tipo e si accontentano?

Da quel momento sono passate poche settimane prima che riuscissi a dire “basta” a una relazione che – oggi me ne accorgo con sempre maggiore lucidità – mi ha rubato anni di vita inutilmente, e sono felice di aver preso in mano il mio destino, senza scuse e senza ripensamenti.

Foto di Daniel Reche da Pixabay

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