Farmaci anticolinergici, a cosa servono

Farmaci anticolinergici, a cosa servono

Farmaci anticolinergici, a cosa servono e quando vengono solitamente consigliati dal medico?

Cosa sono i farmaci anticolinergici? Ne avete mai sentito parlare? Stiamo parlando di una classe di farmaci utilizzati per antagonizzare gli effetti dell’acetilcolina. Si possono suddividere in due gruppi principali. Ci sono i farmaci anticolinergici antagonisti muscarinici (chiamati anche atropinici) e antagonisti nicotinici.

Farmaci anticolinergici: Antagonisti Muscarinici

Gli Antagonisti muscarinici o antimuscarinici sono anticolinergici che interagiscono con i recettori dell’acetilcolina di tipo muscarinico. I recettori muscarinici sono 5:

  • M1 (presenti in ghiandole, cervello e gangli simpatici)
  • M2 (muscolatura liscia, cuore, cervello)
  • M3 (muscolatura liscia, cervello, ghiandole)
  • M4 (cervello)
  • M5 (occhi e cervello)

A questo gruppo appartiene l’atropina, molecola che antagonizza in modo non selettivo tutti i recettori muscarinici dell’organismo umano. Ci sono altri farmaci che invece agiscono in maniera selettiva, come la scopolamina, l’ipratropio, il tiotropio, la solifenacina, la darifenacina, l’ossibutinina e il triesifenidile.

Possono essere usati per diminuire la contrattilità della muscolatura liscia del tratto gastrointestinale e delle vie urinarie, in caso di broncodilatazione, riduzione di secrezioni gastriche e ghiandolari, dilatazione della pupille; tornano utili per nausea, vomito, tremori, rigidità muscolare, vescica iperattiva, spasmi a livello gastrointestinale, asma, bronchite cronica.

Farmaci anticolinergici: Antagonisti Nicotinici

Gli antagonisti nicotinici agiscono invece a livello dei recettori per l’cetilcolina di tipo nicotinico e vengono usati soprattutto come mirorilassanti, in caso di interventi chirurgici o esami endoscopici. I farmaci di questo tipo antagonizzano i recettori nicotinici dell’acetilcolina con un’attività di tipo bloccante neuromuscolare. Legandosi ai recettori nicotinici che troviamo nella placca neuromuscolare, arrivano a diminuire il segnale dell’acetilcolina, permettendo di rilassare la muscolatura.

I farmaci di questo tipo si possono dividere in miorilassanti ad azione periferica deporalizzante (succinilcolina) e miorilassanti ad azione periferica non depolarizzanti (atracurio, rocuronio, vecuronio).

Effetti collaterali

Quali sono gli effetti collaterali dei farmaci anticolinergici? Per quanto riguarda la prima tipologia possiamo notare secchezza delle fauci, midriasi, visione offuscata, difficoltà nella minzione, stipsi, sonnolenza, fotofobia, confusione, tachicardia. Per la seconda tipologia, invece, asma, ipotensione, broncospasmo, eritema, prurito, orticaria, disturbi a livello cardiovascolare.

Farmaci anticolinergici e demenza

Farmaci anticolinergici e demenza, qual è il collegamento? Un recente studio pubblicato su JAMA Internal Medicine è stato dimostrato come alcuni di questi medicinali possono aumentare del 50% il rischio di sviluppare demenza. Insieme al fumo, all’inattività fisica, all’ipertensione di mezza età e al diabete, rappresenterebbero il maggiore fattore di rischio per lo sviluppo demenza.

I ricercatori hanno scoperto che la relazione è più forte in caso di assunzione di antidepressivi anticolinergici, antimuscarinici, antipsicotici e antiepilettici.

Foto Pixabay

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