Febbre emorragica Crimea-Congo, gli esperti: “In Italia non vi sono pericoli imminenti”

Febbre emorragica Crimea-Congo, gli esperti: “In Italia non vi sono pericoli imminenti”

Potrebbero esserci i primi due casi endogeni di Spagna e forse di tutta l’Europa Occidentale di febbre emorragica di Crimea Congo.

Dopo i due casi spagnoli di febbre emorragica di Crimea Congo è intervenuto il professor Massimo Galli, vicepresidente della Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, per fare un po’ di chiarezza e non cadere in facili, quanto dannosi, allarmismi.

“Anche se i casi in Spagna possono rappresentare un segnale da non trascurare e anche il Sud della Francia sembra poter essere a rischio, non sussistono dunque elementi per prospettare un pericolo imminente per l’Italia. L’esistenza in Italia di una rete di specialisti infettivologi in grado di riconoscere eventuali casi sospetti ricopre comunque un ruolo importante per la sorveglianza delle infezioni emergenti e l’individuazione precoce di infezioni di nuova introduzione”.

Molte persone sane hanno sviluppato anticorpi specifici e spesso le infezioni si manifestano come asintomatiche e senza conseguenze:

“Nei casi sintomatici il tasso di letalità è però attorno al 5 %, con picchi oltre il 40% in piccole casistiche. Non esiste al momento un vaccino disponibile nè per le persone nè per gli animali”.

Primi due casi in Spagna

2 settembre 2016

Due casi di febbre emorragica di Crimea Congo, in Spagna: è questo quanto sospettano le autorità sanitarie di Madrid che negli ultimi giorni dopo la morte di un uomo di 62 anni il 25 agosto e le attuali gravi condizioni dell’infermiera che lo aveva assistito durante la malattia.

Il primo contagio si sarebbe verificato con la puntura di una zecca durante una passeggiata in un campo ad Avila. Il secondo per contatto diretto. Sarebbero, se le analisi confermeranno che si tratta di Crimea Congo, una malattia diffusa in Africa, i primi casi endogeni in Spagna e forse in Europa Occidentale.

Le autorità sanitarie hanno posto sotto osservazione 200 persone che potrebbero essere state a contatto con i due contagiati. I sintomi della malattia sono febbre alta, perdite di sangue da naso o tubo digestivo ed ematomi. Il periodo di incubazione è di circa 3-4 giorni e la trasmissione avviene generalmente attraverso la puntura di una zecca.

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