Acalculia: quando il problema è la matematica

Acalculia: quando il problema è la matematica

L'acalculia è il disturbo che impedisce la capacità di calcolo.

L’acalculia è “un disturbo neuropsicologico acquisito della capacità di calcolo, conseguente a una lesione cerebrale”, così come definito da Salomon Eberhard Henschen, che la battezzò. Si tratta di un’impossibilità a effettuare calcoli matematici mentali e scritti, ben diversa dalla discalculia, che è definito come un disturbo specifico dell’apprendimento. A differenza dell’acalculia, la discalculia è accompagnata da ritardi dello sviluppo in altre funzioni di base, come ad esempio le relazioni sociali o la comunicazione.

Nell’acalculia è soltanto presente il difetto nel calcolo e risulta dalla lesione selettiva di alcune aree del cervello deputate al caclolo matematico in seguito a traumi cerebrali nella regione posteriore sinistra. L’emisfero sinistro del cervello è infatti deputato all’analisi logico matematica della realtà, è la parte più razionale e “fredda” del nostro cervello.

L’acalculia si presenta in molti casi accompagnata dall’afasia, l’incapacità di comporre o comprendere il linguaggio e dall’agrafia, l’impossibilità della comunicazione attraverso la scrittura. Si presenta spesso anche il mancato riconoscimento delle proprie dita, disturbo che viene definito agnosia digitale e dall’incapacità del discriminare la destra dalla sinistra.

Vengono riconosciuti tre tipi di acalculia a seconda dei disturbi neuropsicologici ai quali si accompagna:

  1. Acalculia di tipo 1 o alessia e agrafia: quando si associa a disturbi del linguaggio
  2. Acalculia di tipo 2 o acalculia spaziale: quando dipende da disturbi visuo spaziali
  3. Acalculia di tipo 3 o anaritmetia: quando il disturbo del calcolo è l’unico difetto e il centro del disturbo

Le uniche forme di trattamento previste sono di supporto psicologico e tentativi di riabilitazione per la stimolazione della plasticità cerebrale.

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