Tetano: l’incubazione, i sintomi e la cura

Tetano: l’incubazione, i sintomi e la cura

Il tetano è una malattia infettiva molto pericolosa: come si manifesta e perché stare attenti.

Il tetano è una malattia dovuta all’infezione acuta portata da un batterio, il Clostridium tetani, che solitamente prolifera nel terreno o su oggetti arrugginiti. Se il batterio del tetano contamina una ferita aperta sulla pelle, può penetrare nel corpo umano e diffondersi attraverso il flusso sanguigno. Produce una neurotossina che causa spasmi muscolari e mancato controllo dei nervi, e nei casi più gravi può portare alla morte.

L’incubazione del tetano può variare da pochi giorni ad alcuni mesi dal momento dell’infezione batterica, anche se la media è tendenzialmente di circa 14 giorni: i sintomi con cui si presenta sono gli spasmi muscolari nella zona del volto, inizialmente alla mascella, accompagnati da possibili difficoltà di deglutizione. Mano a mano che l’infezione si diffonde è possibile che diventi difficile controllare le fasce muscolari del viso, con un aspetto tipo riso sardonico, ovvero stile iena con tutti i muscoli tesi all’indietro.

Tra gli altri sintomi possono presentarsi rigidità muscolari e nervose che coinvolgono progressivamente dal collo alle spalle fino alla schiena e al resto degli arti: ciò significa che la neurotossina sta bloccando i movimenti del corpo e il tetano è ormai diffuso. Nei casi più gravi si arriva anche ad un blocco delle vie urinarie, perché i muscoli vengono bloccati dalla neurotossina, e a fratture delle ossa perché gli spasmi muscolari si fanno molto violenti.

La cura per il tetano consiste innanzitutto nel ricovero in ospedale, solitamente nella terapia intensiva del reparto malattie infettive anche se vale la pena ricordare che il tetano non è contagioso da persona a persona; poi verranno somministrati dei farmaci per tenere sotto controllo gli spasmi muscolari, antibiotici e sieri per neutralizzare l’azione della neurotossina già in circolo. La guarigione è completa nel giro di quattro settimane.

Per evitare tutto questo solitamente ci si sottopone alla vaccinazione già nei primi mesi di età, con tre dosi distanziate nel tempo e un richiamo dopo qualche anno; le vaccinazioni si fanno facoltative ed ogni dieci anni dopo il quinto anno di età . In caso di ferite profonde che potrebbero essersi infettate facilmente, ad esempio per alcuni lavoratori che si espongono facilmente a terra o metalli ossidati, il medico potrebbe suggerire una nuova vaccinazione antitetanica per scongiurare nuovamente l’insorgenza della malattia.

Via | Farmacoecura, Medicina360

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