Cos’è la sindrome dell’intestino corto? La dieta da seguire

Cos’è la sindrome dell’intestino corto? La dieta da seguire

Come si affronta la sindrome dell’intestino corto? La dieta ha sicuramente un ruolo importante anche se ha regole estremamente rigide. Ecco i nostri consigli.

La sindrome dell’intestino corto (sic) è una forma di insufficienza intestinale causata da un difetto congenito, come spesso accade nei bambini, da un infarto intestinale o dalla resezione chirurgica estesa dell’intestino. Da che cosa è caratterizzata? Ovviamente dà una forma di malassorbimento intestinale. Ecco quindi che al fine di non creare carenze nutrizionali è davvero molto importante fare attenzione alla dieta.

Prima di parlare di alimentazione è bene fare il punto sulla lunghezza: se si ha un residui di almeno 60 cm è possibile iniziare con diete a formula per poi passare ad un regime alimentare leggero. Il fabbisogno lipidico dovrebbe essere coperto per il 50–70 % da grassi MCT. Bisogna assolutamente evitare cibi ricchi di acido ossalico (come gli spinaci, le barbabietole rosse, la bieta e il cacao), inoltre i carboidrati complessi sono da preferirsi agli zuccheri semplici.

Se invece abbiamo avuto anche la resezione dell’ileo terminale, sarà probabilmente necessario un apporto parenterale adeguato di vitamina B12. Bisogna verificare poi la presenza nel corpo di valori adeguati dei minerali calcio, magnesio e zinco e vitamine liposolubili. Potrebbe inoltre essere necessaria un’iniezione mensile di b12. Si tratta di una sindrome complessa, soprattutto a seguito di un intervento chirurgico. Il consiglio quindi è quello di farsi seguire da un esperto nutrizionista: è fondamentale che non subentrino carenze nutrizionali.

Foto | Pinterest

Via | Dr Schaer

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