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Batteri resistenti, in Italia migliaia di morti per infezioni in ospedale

Batteri resistenti, in Italia migliaia di morti per infezioni in ospedale

Tanti i fattori che determinano l'alto numero di decessi per infezioni contratte negli ospedali, dicono l'OMS e la SIMIT, tra cui antibiotici e scarsa igiene: i consigli per evitarle.

I numeri parlano chiaro: in Italia ci si ammala anche durante una degenza in ospedale, con percentuali che riguardano tra il 5 e il 9 per cento dei pazienti ospedalizzati. A svelarlo è la SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che ha spiegato come sia molto facile contrarre un’infezione al momento del ricovero e, in generale, sia molto facile ammalarsi durante il periodo di permanenza in ospedale.

Alto è anche il numero dei morti per infezioni in ospedale dopo il ricovero: nel nostro Paese sono stati stimati dai cinquemila ai settemila decessi all’anno che sono riconducibili ad infezioni contratte nelle strutture sanitarie italiane.

Le cause di tutto questo stanno nei batteri resistenti che nel corso degli anni hanno sviluppato una sempre maggiore capacità di non rispondere adeguatamente agli antibiotici studiati per stroncarli: l’antibioticoresistenza, così viene definita dagli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è stata determinata dal largo uso di antibiotici fatto negli ultimi 60 anni in medicina umana e zootecnia, tanto che i batteri per sopravvivere sono stati costretti a mutare diventando sempre più difficili da debellare.

Massimo Andreoni, Presidente della SIMIT, ha aggiunto che l’uso eccessivo di antibiotici ha avuto i suoi risvolti più che negativi sulle persone: affidandosi di volta in volta a medicinali sempre più potenti, le persone sono maggiormente esposte ai rischi di infezioni durante una degenza perché il sistema immunitario è più facilmente attaccabile dai “moderni” batteri resistenti.

Le manifestazioni cliniche più rilevanti sono polmoniti, infezioni urinarie, infezioni delle ferite chirurgiche e del catetere venoso con quadri di sepsi. Certamente il tempo di degenza e la durata di trattamenti antibiotici sono i fattori principali che si correlano al rischio di infezione.

ha concluso il medico.

Quali possono essere le soluzioni all’alto numero di morti per infezioni contratte in ospedale? Una risposta c’è: l’igiene scrupolosa da parte del personale sanitario e dei degenti, la disinfezione dei luoghi sanitari e un utilizzo più ragionevole dei moderni antibiotici, che vanno sempre assunti sotto controllo medico e non per automedicazione.

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