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Governo britannico: “Batteri resistenti agli antibiotici potrebbero uccidere 80mila persone”

Governo britannico: “Batteri resistenti agli antibiotici potrebbero uccidere 80mila persone”

The Guardian ha pubblicato un rapporto del governo britannico in cui si parla di una possibile epidemia a causa di batteri antibiotico-resistenti.

In Gran Bretagna The Guardian ha lanciato l’allarme sui batteri resistenti agli antibiotici pubblicando un resoconto di un report del governo (il Registro nazionale dei rischi di emergenze civili) in cui si parla di una possibile epidemia da 200mila contagi e 80mila vittime.

Se queste AMR o Antimicrobial Resistance Infections si diffondessero, anche le operazioni più semplici e di routine diventerebbero pericolose e gli interventi più complessi come il trapianto di organi, sarebbero impossibili da effettuare.
Inoltre, sempre secondo il rapporto del governo britannico, le previsioni parlano di un aumento di questi batteri nei prossimi venti anni.

La diffusione di AMR si verifica quando i farmaci non sono più efficaci nel trattamento di infezioni causate da microrganismi. Senza antibiotici efficaci le operazioni chirurgiche anche più semplici diventerebbero procedure ad alto rischio e di conseguenza le malattie durerebbero di più e aumenterebbe la mortalità prematura.

Anche le pandemie influenzali, senza adeguati antibiotici, diventerebbero più gravi. Se si diffondesse un batterio di questo tipo, potrebbe contagiare circa 200mila persone e ucciderne 80mila.
I politici e gli scienziati hanno già sottolineato la necessità di trovare una cura per le infezioni resistenti agli antibiotici, lo stesso David Cameron, primo ministro britannico, ha affermato che questi batteri sono una minaccia molto reale e preoccupante che porterebbe la medicina indietro fino al Medioevo.

Sally Davies, consulente governativa per la Sanità pubblica, già l’anno scorso aveva avvisato che il mondo non può permettersi di stare a guardare e non prendere provvedimenti per affrontare l’allarmante aumento di batteri resistenti agli antibiotici e ad altri farmaci antimicrobici. E nel 2013 aveva detto che nel Regno Unito questo problema si sta affrontando in modo molto serio ma serve una strategia internazionale perché se non si interviene in tempo nell’arco di venti anni ci si ritroverebbe di nuovo nel 19° secolo con infezioni che ucciderebbero le persone anche per semplici operazioni di routine.

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