Vene varicose, quando è necessaria l’operazione?

Vene varicose, quando è necessaria l’operazione?

Le vene varicose sono un disturbo vascolare abbastanza diffuso, soprattutto tra le donne, con una forte componente ereditaria. Vediamo i sintomi, e quando è necessario l'intervento

Particolarmente temute dalle donne per l’impatto antiestetico sulle gambe, in realtà le vene varicose, o varici, sono soprattutto un problema vascolare che se trascurato può andare a compromettere la salute circolatoria degli arti inferiori.

Tecnicamente le vene varicose sono vasi ingrossati e sclerotici, in cui il sangue tende a ristagnare, un disturbo che rallenta la circolazione venosa (che dalle zone periferiche del corpo arriva al cuore) e che produce una serie di sgradevoli sintomi tra cui senso di pesantezza, edemi nella parte inferiore della gamba, torpore e sovente anche crampi, prurito nella zona delle caviglie e senso di calore.

Dal punto di vista estetico le varici si riconoscono per assumere, nelle fasi avanzate, l’aspetto di agglomerati venosi simili a cordoni aggrovigliati di color violaceo. Naturalmente le prime varici non compaiono già con queste caratteristiche, le prime avvisaglie, che possono insorgere anche in giovane età nelle persone predisposte con fragilità venosa, si hanno con la comparsa sottocutanea di sottili strisce blu-verdastre, accompagnate da un certo senso di pesantezza che si accentua quando si sta in piedi molte ore e dal gonfiore delle caviglie.

All’origine delle vene varicose, oltre alla predisposizione genetica che è uno dei fattori di rischio principali, ci sono il fumo e l’alcool (che rendono meno elastiche le pareti venose), il sovrappeso e la gravidanza che aumentano lo sforzo dei vasi nel pompare il sangue fino al cuore, e naturalmente l’età. Anche un’alimentazione priva di vitamine e antiossidanti (sostanze che rinforzano i vasi e ne preservano l’elasticità) ha un ruolo nel facilitare il processo di formazione delle varici.

Quali sono le cure per questo problema al contempo vascolare d estetico? Per prima cosa, fin dai primi sintomi, ci si deve rivolgere ad uno specialista, in questo caso ad un angiologo, che valuterà la situazione e deciderà le possibili cure. Esse sono sostanzialmente di due tipi: farmacologico e chirurgico.

Nel primo caso, lo specialista ci prescriverà delle pomate ad uso topico che hanno un’azione di rinforzo sul tono venoso e migliorano la circolazione periferica, e ci consiglierà l’uso delle calze a compressione graduata che alleggeriscono e facilitano il lavoro delle vene. Nel secondo caso, abbiamo diverse opzioni. I vasi ingrossati si possono rimuovere chirurgicamente tramite piccoli tagli, oppure possono essere eliminati attraverso l’iniezione di sostanze irritanti.

Ultima opzione il laser, che consente l’ablazione delle varici. L’intervento chirurgico è indicato nei casi di varici più severi, quando il rischio maggiore sia costituito da importanti patologie come possibili tromboflebiti, emorragie, trombosi venose profonde, ulcere della pelle.

Talvolta le varici sono conseguenza di una malattia della vena safena, la più importante della gamba, e pertanto la soluzione è rappresentata dall’asportazione chirurgica di quest’ultima, un’operazione chiamata stripping, che consiste nello “sfilare” la vena da un’incisione fatta nella zona inguinale.

Una nuova tecnica mininvasiva testata negli USA, chiamata fotocoagulazione laser endovasale, permette di evitare la formazione di cheloidi (cicatrici) e di ridurre al minimo i postumi del dopo intervento e il versamento di sangue, ma è una tecnica che ancora non si è diffusa capillarmente in Italia.

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Foto| via Pinterest

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