Sessualità a rischio: il pene degli italiani è sempre più corto?

Sessualità a rischio: il pene degli italiani è sempre più corto?

Un vecchio argomento viene riportato alla ribalta delle cronache da un tabloid inglese. E il dibattito si riaccende

Uno studio dell’Università di Padova aveva avvertito gli uomini italiani già qualche anno fa: nel 2012, infatti, il pene dei giovani abitanti del Bel Paese era risultato almeno un centimetro più corto rispetto ai ragazzi di 60 anni prima. L’italico problema è stato però recentemente riportato alla ribalta delle cronache da un recente articolo pubblicato sul Telegraph dal dottor Phil Hammond, medico già autore di “Sex, Sleep or Scrabble?”, una raccolta di risposte a domande sulla salute considerate imbarazzanti dalla maggior parte delle persone.

Hammond sembra avere pochi dubbi:

Ho passato tutto il tempo che avevo a disposizione a controllare le ricerche

scrive il medico sulle pagine del Telegraph

e anche se la teoria secondo cui il pene si stia accorciando sia abbastanza diffusa, soprattutto in Italia, non sembra essere sostenuta da forti evidenze.

Ciononostante proprio qui in Italia (dove la questione della lunghezza del pene sembra essere particolarmente sentita) le sue parole hanno riacceso nuovamente le discussioni sul tema. La virilità del maschio italico (quella misurata con il righello) è in pericolo? E cosa la minaccia?

Interpellato dall’Adnkronos, Carlo Foresta, direttore del Servizio per la Patologia della Riproduzione Umana dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, ha spiegato che a valerci la citazione sul quotidiano britannico potrebbe essere stata proprio la già citata ricerca dell’ateneo patavino. Condotta su un campione di oltre 2.000 diciannovenni, l’indagine aveva svelato che se nel 1948 un ragazzo di quest’età aveva un pene lungo in media 9,7 cm, i ragazzi del 2001 si dovevano accontentare di 9 cm e quelli del 2012 di 8,9 cm. Un effetto, questo, che secondo gli autori potrebbe avere le sue basi in cambiamenti ambientali che influenzerebbero il funzionamento del sistema endocrino, ma non solo. Altro grande responsabile potrebbe infatti essere l’obesità, citata anche da Foresta.

E’ sempre più marcata anche tra i giovani e influenza negativamente la produzione di ormoni durante l’età dello sviluppo

ha spiegato l’esperto all’Adnkronos, ricordando però che la lunghezza del pene è anche una questione di genetica.

Diverso sarebbe, invece, il caso dei non più giovanissimi. Al di sopra dei 50 anni, infatti, ad entrare in gioco sarebbero anche altri fattori, come la diminuzione del testosterone che può accompagnare l’invecchiamento, o patologie come diabete e ipercolesterolemia che compromettendo la salute dei vasi sanguigni possono portare alla fibrosi dei corpi cavernosi, le strutture che consentono l’erezione del pene. Ci viene però più difficile capire come questo possa influenzare la lunghezza di un pene non in erezione. Per di più Hammond offre anche un altro interessante spunto:

Una grossa pancia fa sembrare il pene più piccolo.

Misurazioni “ad occhio”, insomma, potrebbero trarre in inganno. Resta comunque il fatto che fino a che non si hanno problemi di erezione non c’è bisogno di allarmarsi.

Per la maggior parte delle donne

ricorda Hammond a tutti gli uomini

il vostro sorriso e il vostro profumo sono molto più importanti delle vostre dimensioni.

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Via | The Telegraph; Adnkronos

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