Cos’è l’ocratossina A, in quali cibi si trova e i limiti per la legge

Cos’è l’ocratossina A, in quali cibi si trova e i limiti per la legge

L'ocratossina A è una micotossina molto pericolosa per la salute presente naturalmente in alcuni cibi. Vediamo quali sono e i limiti imposti dall'Unione Europea

L’ocratossina A è una micotossina, ovvero una sostanza tossica sviluppata da alcune muffe che si forma, in concentrazioni più o meno elevate, in alcuni alimenti come ad esempio le uve e i vini, i semi di cacao e i chicchi di caffè, alcuni cereali, la frutta secca e tutti i loro derivati.

I miceti da cui l’ocratossina A (OTA), si sviluppa sono soprattutto appartenenti alla famiglia delle penicilline e degli aspergilli, microrganismi che si formano con processo naturale soprattutto nelle derrate alimentari ammassate per essere poi trasformate o esportate, come i sacchi di grano, di caffè e cacao, andando quindi a contaminare anche il prodotto alimentare finale tra cui, ad esempio, le farine, il cioccolato e il caffè torrefatto.

Come tutte le micotossine, anche l’OTA è molto resistente, e purtroppo costituisce anche un grave pericolo per la salute, soprattutto per quella renale. Infatti il primo organo “bersaglio” dell’ocratossina A è proprio il rene.

Ad alte concentrazioni di questa tossina si associano diversi disturbi e una patologia specifica un tempo molto diffusa tra le popolazioni rurali: nefropatia endemica balcanica, che porta a grave insufficienza renale, ma tale sostanza può altresì favorire lo viluppo di tumori della vescica, avendo anche proprietà cancerogene.

L’OTA può danneggiare anche il fegato, il sistema nervoso (infatti viene definita anche neurotossina), il sistema immunitario, e può attraversare la placenta nella donne in gravidanza e produrre malformazioni fetali.

Sebbene stiamo parlando di una pericolosa tossina, essa diventa tale solo se si accumula nel corpo in elevate dosi e per un tempo continuativo, ed è particolarmente dannosa nell’infanzia. Per tale ragione L’Unione Europea ha stabilito dei tenori massimi di OTA “accettabili” nei cibi e tali da non creare disturbi di salute nella popolazione.

I cibi che in particolare devono conformarsi a tali valori sono: i cereali e prodotti che li contengano, l’uva passa, il caffè torrefatto, il vino e il succo d’uva, le spezie, la liquirizia e tutti gli alimenti per neonati e bambini. La dose di OTA settimanale che è considerata tollerabile, quindi non nociva, è pari a: 120 ng/kg pc.

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Foto| via Pinterest

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