Alzheimer, la depressione arriva prima della perdita di memoria

Alzheimer, la depressione arriva prima della perdita di memoria

Depressione e Alzheimer sono collegati, ed i sintomi della depressione si manifestano ancor prima che il paziente cominci a perdere la memoria: ecco cosa emerge da una nuova ricerca.

Depressione e problemi di tipo comportamentale nelle persone malate di Alzheimer possono manifestarsi prima ancora che il paziente soffra di perdita di memoria, stando a quanto emerso da nuova ricerca condotta dai membri della Washington University School of Medicine di St. Louis. E’ noto il fatto che molte persone affette da Alzheimer sperimentino sintomi come depressione, irritabilità, apatia e perdita di appetito, ma fino ad ora non era ancora del tutto chiaro quanto precocemente tali sintomi si manifestassero nel paziente.

Rispondere a questa domanda potrebbe essere fondamentale per comprendere a pieno quali siano gli effetti dell’Alzheimer sul cervello, e naturalmente per trovare un modo per prevenire tali effetti.

Per analizzare meglio la questione gli autori della ricerca – pubblicata sulle pagine della rivista Neurology – hanno esaminato un campione di 2.416 persone la cui età andava dai 50 anni in su. Gli scienziati hanno valutato regolarmente i partecipanti per un periodo di sette anni, durante i quali sono state effettuate numerose prove per valutare la funzionalità mentale e la salute psicologica dei volontari. Tutti i partecipanti erano cognitivamente “normali” all’inizio dello studio, ma nel corso degli anni, 1.218 di questi hanno sviluppato la demenza.

Stando a quanto emerso, sembra che proprio coloro che hanno sviluppato demenza nel corso dello studio avrebbero avuto anche una maggiore probabilità di manifestare cambiamenti dell’umore e del comportamento. Ad esempio, a quattro anni dallo studio, il 30% di coloro che avrebbe sviluppato la demenza avevano sofferto di depressione, contro il 15% di coloro che non avevano sviluppato la demenza nel corso del periodo di follow up.

Alla luce di tali scoperte, la speranza è adesso quella di riuscire ad iniziare a trattare la condizione prima che i pazienti sviluppino la demenza, tuttavia – come spiegano gli stessi autori della ricerca – i cambiamenti dell’umore non potranno essere utilizzati come marcatori in tal senso, almeno finché i ricercatori non riusciranno a comprendere come questi cambiamenti siano collegati alla malattia di Alzheimer.

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via | Sciencedaily.com

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