La rinosinusite mascellare: sintomi e terapia

La rinosinusite mascellare: sintomi e terapia

La rinosinusite mascellare è una forma di sinusite che può essere di origine virale o batterica. Vediamo i sintomi e le cure

La rinosinusite mascellare è una infiammazione del seno mascellare, una delle 4 cavità paranasali. A causa dell’infiammazione all’interno dell’antro si accumula pus infetto che provoca sintomi come dolore alla pressione, senso di pesantezza, mal di denti e mal di testa (emicrania che colpisce la metà del viso colpita dal disturbo).

La cavità mascellare si trova sopra l’arcata dentale superiore ed è collegata al naso dall’antro di Highmore, pertanto quando i germi infettivi – in genere virus e batteri – arrivano a colonizzare tale antro la mucosa si gonfia e comincia a produrre quantità di muco infetto che può riempire la cavità mascellare e provocare la formazione di ascessi.

In fase acuta la rinosinusite mascellare è in genere determinata da una complicanza di un raffreddore, ed è comune tra i bambini che non riescono a soffiarsi bene il naso e pertanto lo “spingono” verso i seni paranasali dove si accumula e diventa infetto.

Negli adulti, però, la sinusite, soprattutto quella mascellare, è più facilmente causata, o comunque favorita, da malattie parodontali o da presenza di polipi nasali e malformazioni del setto nasale, ma anche le allergie possono provocare l’infiammazione.

In questi casi la sinusite diventa cronica e può determinare disturbi importanti. I sintomi sono soprattutto associati alla presenza del muco che riempie le cavità e gli antri e che determina, oltre al dolore alla pressione nella zona delle guance e al mal di testa, anche formazione di catarro in gola (perché il muco scola verso l’interno anziché fuoruscire dal naso), naso chiuso, tosse grassa, voce nasale.

La rinosinusite mascellare, soprattutto se cronica, è un’infezione subdola e pericolosa perché può raggiungere l’occhio e determinare una cellulite orbitaria oppure danneggiare la delicata struttura ossea del viso. Per giungere ad una diagnosi sono necessari esami come la TAC o la risonanza magnetica che permettono di valutare il processo di flogosi, o un’indagine endoscopica con sonda a fibre ottiche.

Le cure per una sinusite mascellare acuta sono di tipo antinfiammatorio o antibiotico (se la causa è un’infezione batterica) in associazione a farmaci decongestionanti, ma talvolta per risolvere un problema più serio e invasivo è necessario ricorrere all’intervento chirurgico in anestesia totale o locale per drenare il muco accumulato nei seni e “bonificare” l’area infiammata.

In genere la tecnica utilizzata è mininvasiva e vienw definita ESS (Endoscopic sinus surgery), che prevede l’introduzione di strumenti chirurgici sottilissimi muniti di telecamerina che introdotti per via nasale permettono al chirurgo di visionare momento per momento, su un monitor, dove e come operare. I tempi di recupero sono limitatissimi e così anche i disagi per il paziente.

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Foto| via Pinterest

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