Il priapismo clitorideo: quando il problema è femminile

Il priapismo clitorideo: quando il problema è femminile

Il priapismo femminile comporta uno stato di eccitazione e tumefazione prolungate del clitoride e delle piccole labbra non determinate dall'impulso sessuale. Vediamo cause e cure


Il priapismo clitorideo è una condizione abbastanza rara, caratterizzata da erezione del clitoride e delle piccole labbra prolungata e dolorosa, in assenza di impulso sessuale. Diversamente dal priapismo maschile, che è caratterizzato da erezioni che permangono per ore (fino ad 8-10 di seguito), ma senza eccitazione e piacere, quello femminile può determinare il raggiungimento di molti orgasmi in poco tempo (anche se non sempre questo accade) ma non per questo si tratta di una condizione piacevole, al contrario è assai invalidante anche perché non si osserva una riduzione del gonfiore dei geniali esterni.

Chi ne soffre trova difficoltà a sedersi e persino a camminare, una situazione imbarazzante e sgradevole che crea disagio e compromette la vita sociale e ancor di più la vita intima, perché paradossalmente avere normali rapporti sessuali è molto difficile. Il priapismo femminile viene anche definito PSAS (Persistent Sexual Arousal Syndrome o sindrome dell’eccitazione genitale permanente) ed è stato catalogato per la prima volta nel 2001, ma ancora non ne sono chiare le cause.

Secondo alcuni studi all’origine potrebbe esserci, come per il priapismo maschile, una eccessiva produzione di adenosina, sostanza chimica che regola la dilatazione dei vasi sanguigni, ma è più probabile che tra le cause ci siano malformazioni del circolo venoso o anomalie del sistema nervoso periferico o centrale. In alcuni casi, poi, l’erezione continua del clitoride potrebbe essere idiopatica, ovvero prodotta da cause sconosciute.

In ogni modo è difficile curare questa sindrome, perché anche la somministrazione di farmaci decongestionanti, seppur possa dare sollievo nell’immediato, non risolve del tutto il disturbo. Talvolta il priapismo femminile passa da solo, ma chi ne soffra per tempi prolungati purtroppo può andare incontro a conseguenze serie, come ad esempio la perdita della sensibilità genitale e persino la cancrena del clitoride, senza contare le ricadute psicologiche che possono portare a gravi depressioni.

Pertanto, anche se si prova imbarazzo, è necessario non attendere troppo prima di recarsi da uno specialista per provare a trovare una cura per il problema della PSAS, e il primo passaggio è parlarne con il proprio ginecologo. Talvolta alcuni farmaci, tra cui gli antidepressivi, possono facilitare il disturbo nelle persone predisposte, pertanto quando ci si reca dallo specialista è necessario anche informarlo su eventuali terapie farmacologiche seguite.

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Foto| via Pinterest

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