La classifica sanitaria delle Regioni: la Toscana batte l’Emilia Romagna

La classifica sanitaria delle Regioni: la Toscana batte l’Emilia Romagna

L'anticipazione sul monitoraggio dei LEA, livelli essenziali di assistenza, premia la regione toscana a scapito dell'ex primato di quella emiliana: il rapporto del Ministero uscirà a breve.

Il monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza ai pazienti della Sanità Italiana, i cosiddetti LEA, incorona la Toscana con un primato ragguardevole: la regione guidata dalla giunta di Enrico Rossi si è aggiudicata un punteggio di 214 su un massimo di 225, il più alto mai ottenuto da una regione. Sorpasso storico quindi sulla solida Emilia Romagna, che è costretta ad accomodarsi in seconda posizione con un punteggio di 208.

Soddisfatto il presidente della regione Toscana Enrico Rossi, che ha commentato questo nuovo primato con parole entusiastiche:

Un risultato ottimo per la sanità toscana che è stato ottenuto grazie all’impegno dell’assessore Marroni, della direzione dell’assessorato, delle aziende, e soprattutto degli operatori, che sono i veri protagonisti di questo risultato. Che dimostra anche la capacità di reazione del sistema a fare della scarsità di risorse una leva per migliorare in qualità. Naturalmente, niente e nessuno è perfetto, sappiamo che possiamo migliorare ancora, ma guardiamo anche ai risultati raggiunti, perché sono uno strumento per incentivarci a fare meglio.

I LEA sono le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti i cittadini; per la loro valutazione, il Ministero della Salute ha predisposto un apposito “Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza” che, tramite un questionario, compila la valutazione dopo l’indagine sugli adempimenti delle regioni in materia sanitaria. Per la sufficienza in materia sanitaria serve un punteggio di almeno 160 punti.

La Griglia Lea è fatta di 31 indicatori che vengono raggruppati in tre grandi aree distinte:

  • assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro che comprende vaccinazioni, screening, prevenzione nei luoghi di lavoro, tutela degli alimenti, sanità veterinaria;
  • assistenza distrettuale che comprende tutte le prestazioni della sanità locale, come servizi ambulatoriali e domiciliari agli anziani, consultori, ecc.;
  • assistenza ospedaliera, che viene valutata in base al tasso di ricovero e sulla base di una serie di indicatori di appropriatezza.

Nella classifica sanitaria delle Regioni del 2014, che tiene conto dei LEA del 2013, grande exploit delle Marche che conquistano punteggi arrivando fino al terzo posto; al quarto si colloca il Veneto e a seguire la Lombardia in ex aequo con la Liguria. Ancora più indietro Basilicata e Umbria mentre Lazio, Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia non raggiungono nemmeno la sufficienza, a sottolineare il divario enorme tra le varie assistenze sanitarie regionali del nostro paese.

Via | Ansa, La Stampa, Repubblica Bologna

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