Un test del sangue per predire la depressione

Un test del sangue per predire la depressione

Un test del sangue potrebbe aiutare a diagnosticare precocemente la depressione?

E’ possibile eseguire una diagnosi di depressione grazie a un test del sangue? Sarebbe questo l’obiettivo dei membri della Northwestern University di Chicago, che attraverso uno studio pubblicato sulla rivista Translational Psychiatry, avrebbero avanzato la possibilità che la depressione venga appunto diagnosticata analizzando la presenza di determinate sostanze chimiche nel sangue delle persone affette da tale condizione. In tal modo, si potrebbe eseguire una diagnosi più tempestiva, grazie alla quale sarebbe possibile cominciare in maniera più precope un eventuale trattamento per la depressione.

Attualmente, la depressione clinica può richiedere diversi mesi prima di essere diagnosticata, poiché la diagnosi avviene solo attraverso incontri con i medici, i quali analizzano l’umore del paziente, ed eventualmente propongono l’esecuzione di determinati test e questionari.

Evidenziare la presenza di un segno biologico della depressione non solo accelererebbe il processo di diagnosi, ma dimostrerebbe anche che questa condizione è una malattia a tutti gli effetti, e che non si tratta semplicemente di ‘essere tristi per tutto il tempo’.

Per confermare le loro ipotesi, gli autori della ricerca hanno esaminato un campione di 14 adolescenti sani e di 14 adolescenti con depressione maggiore, ed hanno cercato la presenza di eventuali sostanze chimiche presenti nel sangue dei soggetti con depressione maggiore, sostanze che non erano però presenti in coloro che invece non soffrivano di tale condizione, una condizione che risulta peraltro collegata anche allo sviluppo di malattie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson.

Le sostanze chimiche in questione potrebbero rappresentare una sorta di ‘impronta digitale neurodegenerativa’. Dal momento che spesso la depressione si manifesta prima che i sintomi di malattie come il morbo di Alzheimer e di Parkinson si presentino, l’eventuale presenza di queste sostanze chimiche nel sangue potrebbe rappresentare peraltro un segnale precoce di queste malattie.

Infine, misurare la presenza di eventuali sostanze chimiche del sangue dei pazienti potrebbe rappresentare anche un modo utile per verificare se il trattamento per la cura della depressione e di altre malattie sta effettivamente funzionando o meno.

I risultati ottenuti dagli autori della ricerca sembrano confermare le loro ipotesi. “Il passo successivo – spiegano gli esperti – è quello di testare i nostri risultati su un ampio campione di giovani con disturbo depressivo maggiore, confrontandoli con quelli dei giovani senza disturbo psichiatrico e con quelli dei giovani con diagnosi di altri disturbi psichiatrici“.

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via | Telegraph

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