Colonscopia virtuale, cos’è e quando fare questo esame

Colonscopia virtuale, cos’è e quando fare questo esame

La colonscopia è un esame diagnostico che si prescrive quando vi sia il sospetto di una patologia a carico dell'intestino, e del colon in particolare. Ma vediamo come si effettua la versione virtuale del test

La colonscopia virtuale è un esame diagnostico che si effettua attraverso una TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), e che consente, senza l’introduzione di un sondino per via rettale, di ottenere immagini in 3D del colon che ne permettono l’analisi accurata.

A differenza delle colonscopia tradizionale, che si effettua con l’ausilio del colonscopio, una sonda munita di fibre ottiche che “scandaglia” il colon per individuare eventuali lesioni, quella virtuale non consente di effettuare operazioni in loco, come le biopsie o la rimozione di polipi, ma è comunque un ottimo test diagnostico.

Questo esame è utile per individuare patologie del colon e del retto molto comuni, come i polipi succitati, i diverticoli, il morbo di Crhon e colite ulcerosa, e soprattutto le lesioni cancerose. Il tumore al colon, infatti, è uno dei più diffusi, e la sua possiblità di guarigione dipende in gran parte dalla precocità della diagnosi, e quindi dalla tempestività delle cure.

Chi, ad esempio, si sia sottoposto all’esame del sangue occulto delle feci, e questo sia risultato positivo, può effettuare la colonscopia virtuale per accertare se la causa sia un cancro o la presenza di polipi. Questo test, dato che non ci sono effetti indesiderati (ovvero quelli che si associano all’introduzione del sondino, come i dolori addominali determinati soprattutto dal fatto che biosogna insufflare aria per via rettale per distendere le pareti intestinali), può essere effettuato da chiunque, e il risultato è sempre molto accurato.

La preprazione è la stessa della colonscopia tradizionale, che prevede una dieta povera di fibre per i tre giorni precedenti all’esame, e la somministrazione di un blando lassativo per ripulire il colon.

L’esame in sè non dura più di 20 minuti, durante i quali, attraverso la TAC e il software collegato, si registrano le immagini che poi verranno elaborate dal radiologo ed esaminate dal gastroenterologo. Eventalmente si può effettuare il test anche con contrasto (iniettando una soluzione in vena), per evidenziare la morfologia intestinale.

Foto| via Pinterest

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