Carcinoma e linfonodi ascellari, la terapia chirurgica

Carcinoma e linfonodi ascellari, la terapia chirurgica

Quando è necessario ricorrere alla chirurgia per rimuovere i linfonodi ascellari in caso di carcinoma alla mammella?

I linfonodi ascellari sono la prima via di diffusione del carcinoma della mammella, uno dei tumori più diffusi in assoluto e il primo tra le donne. In realtà le neoplasie maligne che colpiscono il seno non sono tutte uguali, così come non è uguale il loro grado di aggressività.

Ecco perché, primo di sottoporre la donna ad uno svuotamento dell’ascella, rimuovendo chirurgicamente, oltre al cancro, anche tutti i linfonodi per “tagliare le gambe” al tumore, ormai si valutano una serie di parametri e soprattutto si effettua un esame istologico su uno linfondo definito “sentinella“.

Quando una massa tumorale maligna, in genere un carcinoma, si forma in un’area del seno, per prima cosa si crea una rete di vasi sanguigni che le permettono di nutrirsi e crescere, successivamente, le cellule cancerose, per diffondersi nall’organismo originando metastasi (o secondarismi), utilizzano prevalentemente due vie: il sangue, e la linfa. Naturalmente a questo scopo sono indispensabili i linfonodi, che altro non sono che piccole stazioni di snodo del sistema linfatico, che attraversa tutto il nostro corpo.

Quando le indagini diagnostiche per lo screening del tumore al seno – come la mammografia – evidenziano la presenza di una massa neolpastica, a seconda delle dimensioni di questa gli oncologi decidono come intervenire. Infatti se prima si sottoponeva comunque la donna ad una mastectomia con rimozione di tutti i linfonodi che solcano l’incavo ascellare, oggi si preferisce essere molto meno invasivi a meno che non sia strettamnete necessario.

Si è infatti visto che in genere per un carcinoma di dimensioni ridotte – ovvero tra 1 e 3 cm di diametro – difficilmente esiste già il rischio di un coinvolgimento linfonodale, soprattutto se le linfoghiandole non risultano ingrossate alla palpazione. La donna viene così sottoposta ad una terapia chirurgica, chiamata quadrenctomia, con rimozione della parte di mammella in cui è presente il tumore ma non la totale asportazione di quest’ultima.

Durante l’intervento chirurgico, viene anche asportato il linfonodo sentinella, che è quello più vicino al tumore, per essere subito analizzato in laboratorio. Se e quando quest’ultimo risultasse già metastatico, allora si procederebbe, con un successivo intervento chirugico, all’asportazione di tutti gli altri linfonodi ascellari. 

 

 

Foto| via Pinterest

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