L’anatomia dei linfonodi ascellari e quando ricorrere alla chirurgia

L’anatomia dei linfonodi ascellari e quando ricorrere alla chirurgia

Scopriamo quanti sono e dove si trovano esattamente i linfonodi ascellari, e quando è necessario rimuoverli chirurgicamente

Conoscere l’anatomia dei linfonodi ascellari è importante soprattutto per le donne, perché proprio le stazioni linfatiche dell’area del seno sono le prime vie che un tumore primario alla mammella prende per diffondersi nell’organismo e formare metastasi in altri organi.

Quando ad una donna viene diagnosticato un cancro al seno, anche di dimensioni molto ridotte, la prima cosa da fase è controllare il cosiddetto “linfonodo sentinella“, il primno, in linea di vicinanza con l’area mammaria, e quindi anche il primo intercettabile, eventualmente, dalle cellule tumorali.

Per capire come si diffondano i tumori dal seno ai linfonodi, dobbiamo prima di tutto tenere presente che in generale tutti i tipi di cancro (quindi parliamo sempre di neoplasie maligne), si diffondono per tre vie: il sangue, la linfa, e i tessuti contigui al focolaio primario. Detto questo, si è visto che in particolare il carcinoma della mammella tende a preferire la diffusione attraverso gli snodi linfatici, e quindi, ecco perché quando si procede ad una terapia chirurgica di rimozione della massa tumorale, è necessario rimuovere anche i linfonodi ascellari.

Questi sono prsenti nella regione interna della mammella, in zona sottocutanea vicini ai dotti galattogeni e alle ghiandole mammarie, e soprattutto nell’incavo ascellare, distinguendosi in omolaterali e di Rotter (interpettorali), a loro volta distribuiti lungo la vena ascellare che poi scende verso le costole. I linfonodi ascellari, perciò, a seconda della loro posizione, si definiscono di I livello (ascella inferiore: laterali rispetto al margine del piccolo pettorale); di II livello (ascella media, tra il margine laterale  e quello medio del piccolo pettorale); di III livello (apice dell’ascella, si trovano mediamente rispetto al muscolo pettorale e sono inclusi anche i linfonodi clavicolari).

Tutti i linfonodi che si dipartono dall’interno del seno e arrivano lungo lo sterno, negli spazi intercostali e nella fascia muscolare del medio torace sono considerati ascellari. Quando è necessario rimuovere una parte dei linfonodi ascellari? Come anticipato, quando si sia riscontrata la presenza di un carcinoma della mammella di una certa entità si procede alla mastectomia con svuotamento dei linfonodi dell’ascella per “ripulire” l’area dalle cellule tumorali e impedirne la diffusione attraverso i canali linfatici.

Tuttavia, questo intervento crea molti disturbi ed effetti collaterali, ragion per cui attualmente si sta procedendo in modo molto più cauto, ovvero cercando di capire, prima di passare alla rimozione, se davvero le linfoghiandole dell’area mammaria siano state intaccate dal tumore. Questo procedimento interessa donne con un tumore maligno non superiore ai 3 cm di diametro e che non presentino rigonfiamenti dei linfonodi palpabili.

La prima cosa da fare è quindi individuare il linfonodo sentinella, che è sempre quello più vicino alla massa tumorale e quindi il primo che le cellule tumorali userebbero per diffondersi. Questo linfonodo viene asportato chirugicamente insieme con il tumore, per poi essere analizzato in laboratorio per scoprire se sia già metastatico. In caso di positività, si procede anche ad uno svuotamento di tutti i linfonodi ascellari. In caso di negatività, invece, la rete linfonodale non viene più toccata.

 

 

Foto| via Pinterest

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